«La squadra non è stanca, ma siamo carenti in fase realizzativa»

Calcio

La sconfitta contro il Vaduz, la quinta nelle ultime sei partite, ha aperto diverse crepe in casa Lugano - Il tecnico Maurizio Jacobacci: «Per segnare bisogna andare alla conclusione e noi non lo abbiamo fatto»

«La squadra non è stanca, ma siamo carenti in fase realizzativa»
Joël Schmied festeggia così la rete del raddoppio, che ha definitivamente tagliato le gambe alla squadra bianconera. © CdT/Gabriele Putzu

«La squadra non è stanca, ma siamo carenti in fase realizzativa»

Joël Schmied festeggia così la rete del raddoppio, che ha definitivamente tagliato le gambe alla squadra bianconera. © CdT/Gabriele Putzu

Dalle parti di Cornaredo, qualcosa si è ufficialmente rotto. L’idillio che ha contraddistinto buona parte della stagione bianconera è ormai un lontano ricordo, spazzato via dalla cruda realtà delle ultime settimane. Il Lugano continua a perdere - cinque delle ultime sei partite, contando anche la Coppa Svizzera - e regredire nelle prestazioni offerte. Una spirale negativa sempre più travolgente, capace di aprire crepe su più fronti, ormai anche a livello di rapporti. Lo sfogo del presidente Angelo Renzetti al termine dell’incontro di sabato, in questo senso, è stato tutto fuorché casuale.

Senza gioco, senza benzina

L’analisi del numero uno bianconero è stata schietta: «Le cose non girano e in questi casi dovrebbe subentrare il gioco a sorreggere il tutto, fornendo certezze. La verità, però, è che questa squadra di gioco non ne ha. Spesso durante la stagione ci siamo aggrappati all’organizzazione, avendo però la fortuna di disporre di una difesa ermetica e di un Bottani in grandissimo spolvero, che ha coperto le lacune offensive della squadra. Ora che stiamo accusando problemi anche a livello di organico, vedete tutti come sta andando a finire. Quando Oss e Covilo vengono convertiti in attaccanti e Custodio viene fatto giostrare in difesa, significa che non c’è dietro un’idea precisa».

Un Lugano senza idee, dunque, e anche - apparentemente - senza più benzina. Contro il Vaduz la squadra di Jacobacci è sembrata in difficoltà a livello di lucidità mentale, faticando a costruire trame veramente pericolose. Tanti i passaggi sbagliati e gli errori non forzati, che hanno impedito ai bianconeri di rientrare in partita dopo essere passati in svantaggio. Il mister, però, non è di questa opinione: «La squadra non è stanca - ha affermato a fine incontro -. Non accampiamo scuse. Anche perché in settimana abbiamo lavorato bene. La verità è che il Vaduz, portandosi in vantaggio dopo sedici minuti, ha ottenuto ciò che voleva. E da lì in poi si è chiuso a riccio in difesa, rendendoci la vita ancora più difficile».

In attacco è buio pesto

Resta il fatto che, in fase offensiva, i bianconeri hanno spesso brancolato nel buio. E l’assenza di una pedina importante come Mattia Bottani, così come la pur ottima organizzazione difensiva del club del Principato, non bastano a giustificare quanto (non) visto nella sfida di sabato: «Ammetto che in fase realizzativa siamo stati carenti - prosegue Jacobacci nella sua analisi -. Ci creiamo poche occasioni da rete e quelle che abbiamo, non le sfruttiamo a dovere. Negli ultimi trenta metri non siamo stati in grado di trovare degli sbocchi e quando non segni, poi non puoi pretendere di vincere. Peccato, perché sul piano dell’atteggiamento - rispetto alla sfida persa nel turno precedente contro lo Zurigo - ho invece visto una bella reazione. La squadra ha dato tutto e a livello di impegno e sforzo profuso, non posso rimproverare niente ai ragazzi».

Da sola, però, l’attitudine non basta per portare a casa i risultati. Ci vogliono anche e soprattutto le reti, che da tre partite a questa parte mancano: «Per finalizzare servono degli attaccanti capaci di segnare o altri giocatori abili nella conclusione - rileva «Jaco» -. Ardaiz sabato ha fatto un tiro, Gerndt mezzo. Mentre Abubakar zero. Per avere delle occasioni da gol si deve andare alla conclusione e noi non lo abbiamo fatto. Anche i cross dalle fasce non sono stati all’altezza, erano approssimativi».

Renzetti medita sul futuro

Angelo Renzetti, deluso e amareggiato per i risultati delle ultime settimane, nel frattempo medita. Non tanto sull’Europa, per la quale ormai servirà una mezza impresa, quanto più sul futuro della società: «Fa male veder gettare alle ortiche una stagione andata così bene fino a qualche partita fa. Ora andremo a Basilea, poi affronteremo il Sion - che ha bisogno punti - e il Lucerna. Con questa organizzazione di gioco e senza un’idea chiara, non abbiamo chance di rientrare in corsa. Se dovessi rimanere al timone, comunque, rifonderò la squadra. Quella attuale non saprei come metterla a posto». Parole pesanti, che rimettono in discussione un po’ tutto. Posizione di Jacobacci compresa, che Renzetti - nelle ultime settimane - si era detto pronto a rinnovare assieme al suo staff, in caso di mancata cessione del club. Le strade del tecnico e della società sottocenerina potrebbero dunque dividersi? «Questo non lo so», la laconica risposta del presidente...

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Calcio
  • 1
  • 1