Calcio regionale

La strana coppia dell’Agno

Due amici di lunga data, Sacha Cattelan e Manuel Docourt, per tornare tra i grandi

La strana coppia dell’Agno

La strana coppia dell’Agno

Non è un’intervista programmata, ma sono convinto che ci saranno. Mi aspetto di vedere Sacha Cattelan e Manuel Docourt alla partita dell’Agno, seppur in trasferta. Così è, e qualche minuto prima del fischio d’inizio eccoli spuntare. È venerdì sera, fa anche freddo, ma loro sono lì. Passione, attaccamento e quell’irrefrenabile voglia di calcio regionale. L‘Agno vince e succederà spesso nelle prossime settimane, da bordo campo la «strana coppia» incita i ragazzi. Manuel e Sacha applaudono. Si arrabbiano. E tirano un sospiro quando La Rosa chiude i giochi con la rete del definitivo 2-0. Sono complementari, sono amici, si aiutano e si conoscono da una vita. Ci risponde Sacha «Non ho un fratello e Docourt lo considero come un fratello acquisito. Abbiamo un rapporto speciale, il nostro primo incontro è avvenuto quando avevamo 4 anni e abbiamo sempre vissuto a pochi metri l’uno dall’altro. Anche sportivamente le nostre carriere si sono incrociate: abbiamo giocato tanto insieme e abbiamo pure condiviso l’amarezza di un brutto infortunio». Due talenti, che probabilmente dal calcio hanno ottenuto meno di quello che meritavano, ma che ora, con l’Agno, vogliono togliersi delle belle soddisfazioni. «Abbiamo la fortuna di avere un rapporto privilegiato con tanti calciatori che prima di tutto sono amici e questo ci sta aiutando molto nella costruzione della rosa», prosegue Manuel. L’Agno è ambizioso e loro non si nascondono. «Nonostante fossimo partiti da zero, dalla Quinta Lega, l’Agno resta una realtà importante su scala cantonale e in questi anni abbiamo fatto leva anche su questo aspetto. Il lavoro non manca, ma possiamo contare su un comitato di altissimo livello, fatto di persone che lavorano senza sosta per crescere ulteriormente». Finora tutto sta procedendo secondo i piani, con due promozioni in scioltezza. L’obiettivo è quello di tornare subito nella classe regina del calcio regionale, in un campionato, quello di Terza, che però non sarà una passeggiata, in quanto anche il Collina d’Oro ha una squadra attrezzata per il salto di categoria. Manuel, però, ci crede fortemente. «L’appetito vien mangiando, vogliamo sfruttare questo momento favorevole e penso che i presupposti ci siano tutti. Ma non ci fermeremo! Quando inizia una nuova stagione voglio lottare per qualcosa, non mi piace giocare tanto per partecipare». Sulla stessa lunghezza d’onda pure Cattelan. «La gente ci segue, ha voglia di calcio e rivivere i fasti del passato. I cittadini di Agno, quasi da un momento all’altro, si sono ritrovati dall’andare a vedere le partite tutte le domeniche a non avere più nulla da fare, o doversi spostare a Lugano. La nostra ambizione non ha limiti, chiaramente più si va avanti e più servono mezzi, anche finanziari. Non sarà facile, ma non ci tireremo indietro». Insomma, la Seconda Lega non sarebbe un punto d’arrivo. Quest’estate la campagna di rafforzamento è stata ricca, ma c’è un giocatore che merita una menzione particolare: Alessio Bottani. Il coro è unanime «è stata la ciliegina sulla torta». Alessio si è calato nella nuova realtà alla grandissima, è passato dalla Promotion alla Terza senza battere ciglio. «Per noi, poi, è un grande amico e averlo abbracciato nella nostra squadra è stato fantastico». Se dovessimo descrivere gli ingredienti che stanno rendendo l’Agno la squadra da battere potremmo citare ambizione, rapporti personali e organizzazione. Il team allenato da quest’anno da Davide Riva ha da sempre l’asticella posizionata in alto. È un gruppo sano, formato principalmente da amici e giocatori con un grande bagaglio d’esperienza. E infine, l’organizzazione è invidiabile, con ogni aspetto curato nei minimi dettagli. Al campo il giudizio finale, ma le premesse sono assolutamente buone. Cattelan e Docourt, la strana coppia. Due amici per fare tornare l’Agno grande. Dalla fusione con il Lugano sono passati più di dieci anni, ma sembra una vita. L’Agno però non vuole vivere di ricordi...

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