La Svizzera è pronta: «È un buon momento per scrivere la storia»

Calcio

Scocca l’ora della Nazionale: domani pomeriggio il primo ostacolo del torneo è il Galles - Capitan Xhaka è ambizioso: «Le aspettative sono grandi» - Il ct Petkovic: «Iniziamo con le prime pagine, poi penseremo al resto del libro»

La Svizzera è pronta: «È un buon momento per scrivere la storia»
Calcio d’inizio alle 15 svizzere, 17 di Baku. ©Keystone/Jean-Christophe Bott

La Svizzera è pronta: «È un buon momento per scrivere la storia»

Calcio d’inizio alle 15 svizzere, 17 di Baku. ©Keystone/Jean-Christophe Bott

Buon Europeo, cara Nazionale. È arrivato il momento di dimostrare quanto vali. Infine ci siamo. La scacchiera è pronta. Le pedine stanno per muoversi. E sì, inutile girarci attorno, è dalla Svizzera che ci si attende lo scacco matto. «Le aspettative sono grandi» riconosce Granit Xhaka a poche ore dalla sfida contro il Galles, primo crocevia del nostro torneo. «Sono grandi all’esterno, come pure nello spogliatoio» precisa il capitano dei rossocrociati. La squadra, assicura, è sul pezzo. «Le voci che mi danno già alla Roma? Non sono una distrazione» aggiunge poco dopo, promettendo di sposare al 100% la causa elvetica. Già, ma fino a quando? «Non vogliamo fare proclami. Conteranno i fatti, le prestazioni sul campo. Una cosa comunque mi sento di affermarla: è un buon momento per scrivere la storia».

Bale: «Vedremo chi è favorito»

Una favola, nel 2016, l’aveva però vissuta pure il Galles. Semifinalista a sorpresa, grazie alle prodezze di Gareth Bale. Oggi, insomma, non sarà una passeggiata. «Non intravedo particolari pericoli se riusciremo a esprimerci come sappiamo» osserva Xhaka. «Ciò detto, i gallesi meritano grande rispetto. La selezione di Robert Page è formata da tanti buoni giocatori che militano in Premier League».

La Svizzera, dicevamo, gode dei favori del pronostico. Seduto al posto di Xhaka, solo un paio di ore prima Bale sorrideva alla constatazione sul tema di un giornalista britannico: «Ognuno ha le sue opinioni, al fischio finale vedremo chi aveva ragione. Cinque anni fa abbiamo dimostrato che sì, abbiamo nelle corde un torneo da protagonisti. La mentalità mia e dei miei compagni è la stessa, ve lo garantisco. Questo, però, è un altro Europeo, con una squadra diversa».

«Vlado» ha le idee chiare

La Nazionale di Vladimir Petkovic nel 2016 si era arenata due stazioni prima dei gallesi. Sul tabellone la solita scritta: ultima fermata, ottavi di finale. «E ho già affermato che se non raggiungeremo almeno questo obiettivo, per noi sarà una delusione» constata oggi il commissario tecnico degli elvetici. Oltre non va. Quantomeno a parole. Forse con il pensiero. «Vlado» non si scompone più di tanto neanche quando viene reso edotto delle affermazioni del suo direttore d’orchestra: «Sicuramente abbiamo gli argomenti per scrivere una bella storia. Iniziamo però a riempire le prime tre pagine. Al resto del libro penseremo più avanti. Provando, naturalmente, ad arricchirlo con il maggior numero di capitoli». L’allenatore della Svizzera non sembra ad ogni modo avere dubbi su chi, domani alle 15 svizzere, 17 di Baku, prenderà in mano carta e penna. «Ho le idee molto chiare sulla formazione titolare». Una formazione che, spigolosità o meno del Galles, non sarà chiamata a fare nulla di nuovo. «Vogliamo dominare, avere il possesso del pallone e quindi dettare i ritmi della gara» sottolinea con forza Petkovic. Basterà? «No, se non saremo concentrati dal primo minuto e peccheremo di concretezza» riconosce il tecnico. Che poi precisa: «Il Galles non è solo Gareth Bale. Affronteremo diversi elementi di spessore, abili sia nel palleggio, sia sfruttando i palloni lunghi».

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Una firma sui 3 punti

Sotto la guida di «Vlado», Europei del 2016 e ultimi Mondiali in Russia erano iniziati benone. Con qualche brivido contro l’Albania, va bene. Mentre al Brasile, grazie a una testata di Zuber, era stato impedito di fare il Brasile. E poi? Poi, purtroppo, la selezione elvetica si era progressivamente afflosciata. Il ct preferisce soffermarsi solo sull’inizio di quelle parabole: «Come allora, firmerei per partire col botto. Puntualizzo, inoltre, che nei due precedenti grandi tornei abbiamo perso solo una partita entro i tempi regolamentari. Con la Svezia». Vero. Anche i restanti pareggi e calci di rigore, ad ogni modo, non ci hanno permesso di andare lontano. Ma oggi inizia un’altra storia. E allora, buon Europeo cara Svizzera.

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