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«Leo ha chiesto altro tempo, ho detto no»

Resta in bilico il passaggio di proprietà del FC Lugano – Il presidente Angelo Renzetti conferma i termini di pagamento: Novoselskiy ha 24 ore per fornire le necessarie garanzie finanziarie

«Leo ha chiesto altro tempo, ho detto no»
L’amichevole tra Lugano e Sementina è stata l’ultima partita con Renzetti alla testa dei bianconeri? (Foto Reguzzi)

«Leo ha chiesto altro tempo, ho detto no»

L’amichevole tra Lugano e Sementina è stata l’ultima partita con Renzetti alla testa dei bianconeri? (Foto Reguzzi)

LUGANO - Il 12-0 rifilato al Sementina è stata l’ultima partita del Lugano con Angelo Renzetti alla testa del club? Tra 24 ore tutto sarà chiaro e gli interrogativi lasceranno finalmente spazio a delle risposte definitive. Il presidente bianconero controlla telefonino, orologio e calendario e attende che Leonid Novoselskiy versi quanto pattuito per il passaggio di quote. La scadenza, è risaputo, è quella del 25 giugno. «L’ultima» ha sottolineato a più riprese Renzetti. Eppure un tentativo per prorogare una volta di più i termini di pagamento è stato fatto. Un’indiscrezione filtrata a margine della prima amichevole stagionale dei bianconeri e confermata dallo stesso presidente al termine dell’incontro: «Sì, Leo mi ha chiesto altro tempo ma la questione è stata subito chiarita. Non potevo concedergli i margini richiesti e quindi abbiamo deciso di lasciare le cose come erano state prefissate». In ballo non c’è solo l’opzione per assumere l’80% delle azioni societarie, ma soprattutto la trattativa che Novoselskiy sta portando avanti con un fondo d’investimento degli Emirati Arabi Uniti. Un’operazione che se dovesse andare a buon fine potrebbe garantire alle casse bianconere 50 milioni in 5 anni. «Leo – indica Renzetti – vuole fare un discorso sul lungo termine e perciò è al lavoro per cercare di fornire tutte le garanzie del caso. Non dovesse riuscirci continuerà a far parte del club, dove sta già facendo tante belle cose sul piano del settore giovanile e accompagnandomi nell’azionariato della prima squadra». Novità, nel weekend, non ne sono comunque giunte: «È da martedì che non sento Leo. Se le cose fossero a posto il versamento concordato sarebbe già stato fatto. Non è il caso e quindi attenderemo l’ultimo minuto». E la conferma arriva pure dall’imprenditore russo: «Sì, fino a martedì nessuna decisione sarà comunicata».

L’incertezza, insomma, persiste. E in questo quadro Renzetti solleva un altro aspetto. «Non dimentichiamo che Novoselskiy è straniero, in un Paese che non è molto benevolo con chi arriva dall’estero. Dopo quanto successo ad esempio allo Xamax con Chagaev, ma pure in altri ambiti, ci sono diffidenze che vanno cancellate col tempo e con i fatti. E in tal senso, proprio per non procedere a un’operazione precaria, Leo sta cercando di organizzarsi nel modo più solido possibile e con l’obiettivo di poter godere in futuro della fiducia di tutti». Ma Angelo Renzetti teme che il Lugano faccia la fine di altri club svizzeri, naufragati dopo essere passati in mani straniere? «Assolutamente no. Novoselskiy si sta preparando bene. E se non dovesse bastare significa che non è stato in grado di fare abbastanza».

Sulle ragioni alla base di un potenziale nulla di fatto il presidente bianconero avanza un’ipotesi: «Forse lui stesso ha in parte sottovalutato la questione. Mantenere una squadra in Super League, in una piazza difficile come quella luganese, è tutto fuorché facile. Senza dimenticare gli investimenti necessari per allestire una rosa all’altezza della Europa League, con due giocatori per ogni ruolo». Appare dunque azzardato, a fronte di una squadra rodata e che la dirigenza sta puntellando scientemente, pensare anche solo a una possibile rivoluzione. Negli scorsi giorni si era mormorato persino di un cambio sulla panchina del Lugano targato Novoselskiy, con l’allenatore belga Fangio Buyse pronto a sostituire Fabio Celestini. «Rivoluzioni? Il tempo di solito fa riflettere le persone» si limita a dire Renzetti. Per poi concludere: «Voglio che la squadra resti serena. Ne ho parlato con Celestini. Stiamo facendo degli sforzi enormi per costruire una rosa importante e non devono esserci alibi di sorta».

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