Lugano, i soliti limiti offensivi e i soliti rimpianti

Calcio

La squadra di Maurizio Jacobacci tiene testa ai campioni svizzeri dello Young Boys e dopo un primo tempo praticamente perfetto sogna il colpaccio - Le speranze bianconere si frantumano però sotto il peso delle occasioni sprecate, che fanno da contraltare al cinismo e all’esperienza della formazione ospite

Lugano, i soliti limiti offensivi e i soliti rimpianti
Tutta la delusione di Jonathan Sabbatini e Mattia Bottani, consci di non aver raccolto nulla dopo aver seminato tanto. © CDT/Gabriele Putzu

Lugano, i soliti limiti offensivi e i soliti rimpianti

Tutta la delusione di Jonathan Sabbatini e Mattia Bottani, consci di non aver raccolto nulla dopo aver seminato tanto. © CDT/Gabriele Putzu

Un collega a fine match ha scherzato amaramente con Maurizio Jacobacci, affermando: «Per sapere cosa ne pensa di questa partita, ci basterebbe andare a riascoltare quanto ha dichiarato dopo il pareggio di Sion...». Una battuta per sdrammatizzare dopo il secondo k.o. stagionale, che però ha un fondo di verità. Come in terra vallesana, anche a Cornaredo - contro lo Young Boys capolista - il Lugano ha palesato gli stessi limiti che da qualche giornata affliggono i bianconeri, che non a caso da ormai sei turni non riescono a centrare la posta piena. Il gol continua ad arrivare col contagocce (solo tre reti segnate nelle ultime sei partite) e senza l’ingrediente più importante per confezionare il successo, anche le buone prestazioni che la squadra continua a proporre iniziano a diventare fini a...

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