Lugano sciupone, un punto amarissimo

Europa League

A San Gallo i bianconeri pareggiano 0-0 contro il Malmö: la squadra si mangia le mani per le numerose occasioni sprecate nella ripresa – Qualificazione appesa a un filo

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L’Europa League resta stregata per il Lugano. Contro il Malmö, a San Gallo, è arrivato un pareggio colmo di rimpianti. Decisamente superiori agli svedesi, i bianconeri hanno sprecato davvero troppo nella ripresa. Ne è così uscito uno 0-0 triste, che non esclude ancora la squadra di Jacobacci dai giochi ma che di certo non ne facilità l’impresa. Anzi, ora servono 6 punti e un miracolo.

Poche distrazioni, reparti ordinati e palla lunga se necessario. Nel primo tempo il Lugano ha mostrato un volto differente rispetto a quello desolante costato di fatto la partita d’andata in Svezia. Non a caso la squadra di Jacobacci ha rischiato pochissimo. Pochino, però, i bianconeri hanno fatto anche in fase offensiva. L’occasione più importante se l’è creata Bottani già all’8’, dopo aver recuperato palla e dialogato nello stretto con Holender: in uscita Dahlin ha però salvato i suoi. Per rivedere il Lugano nell’area del Malmö si è così dovuto attendere il 37’, quando un cross velenoso dalla destra di Junior è stato tolto dalla testa di Holender – pronto a colpire a botta sicura – all’ultimo. Dopo essersi lasciato alle spalle un disorientato Yao, l’ex Basilea Safari ha invece fatto correre l’unico brivido lungo la schiena dei ticinesi allo scadere della prima frazione: il suo traversone rasoterra è però stato allontanato alla bell’e meglio dalla difesa bianconera.

Le occasioni, quelle importanti, sono però arrivate nella ripresa. Praticamente tutte di marca luganese, a fronte di un Malmö inguardabile per qualità e quantità. Subito dopo il cambio Gerndt-Bottani del 57’, a Vecsei è stato annullato un gol per fuorigioco: più che quella del centrocampista, irregolare su punizione a giro di Custodio è risultata la posizione di Maric. E cinque minuti più tardi la situazione si è ripresentata tale e quale: calcio franco a rientrare del centrocampista e colpo di testa centrale di un solissimo Junior. Al 65’ è dunque stato il turno di Holender, imbeccato alla perfezione da Gerndt ma poco freddo di fronte a Dahlin, ancora nella veste del pompiere. Tra il 68’ e il 70’ il Lugano è andato vicino altre due volte a quello che sarebbe stato il meritato vantaggio: Aratore ha calciato alto dal limite, mentre Junior – ancora di testa – ha mandato sopra la traversa da ottima posizione. A provarci è quindi stato ancora Aratore: al 83’ il suo destro – dopo essersi fatto 40 metri di scatto – è però stato bloccato dall’estremo difensore ospite. Con le squadre sbilanciate, il finale ha vissuto di continui ribaltamenti di fronte. Il risultato non si è tuttavia sbloccato.

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