Lugano, se salvezza fa rima con ambizione

Calcio

I bianconeri si recano a Ginevra per una sfida che vale il secondo posto ma anche la permanenza in Super League - «Dopo aver raggiunto il primo traguardo non vogliamo fermarci» avvisa l’allenatore Maurizio Jacobacci

Lugano, se salvezza fa rima con ambizione
Maurizio Jacobacci, 58 anni, cerca la terza vittoria consecutiva dopo quelle contro Vaduz e Basilea. ©CdT/Gabriele Putzu

Lugano, se salvezza fa rima con ambizione

Maurizio Jacobacci, 58 anni, cerca la terza vittoria consecutiva dopo quelle contro Vaduz e Basilea. ©CdT/Gabriele Putzu

Evitiamo di scomodare il termine «resurrezione». No, i punti in palio allo Stade de Genève non valgono tanto. Nemmeno se si gioca la domenica di Pasqua. Vincere, per il Lugano, significherebbe però salvarsi. O quasi. E scusate se è poco, a dieci giornate dal termine della stagione. La soglia dei 39 punti, fissata da Maurizio Jacobacci lo scorso settembre, e dunque già lì, pronta per essere afferrata. In anticipo sulle previsioni anche più rosee, probabilmente. «Ma non è a quota 39, o forse 40, che ci vogliamo fermare» afferma il tecnico dei bianconeri, pronti a riabbracciare la Super League. «Vogliamo prendere per le corna l’ultima parte del campionato, attaccarla e fare più punti possibili. Contro tutti».

Liberi di sognare

Dalla salvezza alle ambizioni, insomma, il passo è breve. «Sì, vogliamo vivere un gran finale» conferma «Jaco», più abbronzato dal sole degli ultimi giorni. «Non dimentichiamoci che c’è anche la Coppa Svizzera, che rimane un obiettivo della società. Tutto può cambiare in fretta. Lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Ma nessuno, bisogna dirlo, pensava di vederci così in alto alla 26. giornata. Detto ciò, meritiamo di occupare il terzo posto. E di giocarci addirittura il secondo, contro il Servette». L’allenatore del Lugano parla di entusiasmo e «dell’evoluzione positiva che si attende dalla squadra. Sul piano nervoso, un paio di settimane fa, la situazione era senza dubbio differente. Mentre il raggiungimento del primo traguardo dovrebbe cancellare definitivamente una certa e comprensibile tensione. Questo non significa che potremo scendere in campo con meno concentrazione o determinazione. Ma liberi da quella pressione che, talvolta, impedisce ai singoli di assumersi qualche rischio in più. Di tentare la giocata difficile, in grado di cambiare le sorti di una partita. Ecco, già a Ginevra - al cospetto di un avversario forte e reduce da un ottimo periodo - proveremo a giocarcela a viso aperto. Non siamo infatti inferiori ai granata. E gli ultimi scontri diretti lo testimoniano bene».

Di contratti e pubblicità

Con ancora un mese e mezzo di partite all’orizzonte, la tentazione - a Cornaredo - è dunque di pensare un po’ più grande. «Che senso avrebbe lasciare andare tutto a salvezza acquisita?» controinterroga al proposito Jacobacci. «Perché rovinare quanto di buono fatto sin qui?». Eppure, le risposte sono tutto fuorché scontate. A maggior ragione se si considerano i piani di Angelo Renzetti. Quelli già ventilati in caso di permanenza alla testa del club. Tradotto: sfruttare il finale di stagione per far crescere i giovani che - dalla prossima stagione - dovrebbero costituire il cuore pulsante della squadra. «Dipende se si parla di giocatori come Guidotti, Macek o Lungoyi o di altro» osserva ancora «Jaco». Non solo. Aprile e maggio saranno mesi cruciali per i giocatori in odore di Europeo, così come per coloro che non hanno ancora posto la firma su un nuovo contratto, a Lugano o altrove. Maurizio Jacobacci compreso. «Ho le idee molto chiare in merito» spiega il tecnico dei bianconeri: «La miglior pubblicità possibile, sia per i calciatori, sia per un allenatore, deriva dai risultati positivi. Perciò voglio concentrarmi totalmente sulla parte finale del campionato. Il resto arriverà automaticamente, conscio - va da sé - che la mia permanenza o meno a Lugano può dipendere anche da altri fattori».

Quanta abbondanza

Priorità quindi alla lunga trasferta di Ginevra. Che mister Jacobacci potrà affrontare con la rosa praticamente al completo. Resta da capire se le prestazioni più che convincenti mostrate e Vaduz e in casa contro il Basilea, basteranno a Ziegler (dietro) e Ardaiz (in attacco) per strappare la terza maglia da titolare consecutiva. E ciò a discapito di Daprelà e Abubakar. Pasqua, in casa bianconera, fa pure rima con abbondanza.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Calcio
  • 1
  • 1