«Marchesano? Certo che ho pensato a come fermarlo»

Calcio

Domani sera il Lugano sarà ospite dello Zurigo e l’allenatore Mattia Croci-Torti, ancora imbattuto, si aspetta una sfida aperta: «Ci lasceranno degli spazi che dovremo essere bravi a sfruttare»

«Marchesano? Certo che ho pensato a come fermarlo»
©CdT/Gabriele Putzu

«Marchesano? Certo che ho pensato a come fermarlo»

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In palio c’è il terzo posto. Tanta roba, già. Ma anche l’orgoglio. Soprattutto quello bianconero, da un anno a questa parte ferito puntualmente dallo Zurigo. Il bilancio è per certi versi impietoso: un pareggio - strappato all’ultimo respiro il 26 settembre del 2020 - e poi quattro sconfitte consecutive. «Vogliamo assolutamente sfatare questo tabù» afferma non a caso Mattia Croci-Torti. «Durante la scorsa stagione non siamo quasi mai riusciti a giocare come volevamo. La battuta d’arresto che ha aperto questo campionato, al contrario, era arrivata dopo una buona prestazione. Non solo. Lo Zurigo è una squadra costruita ogni anno per chiudere al terzo posto. Ma a differenza del passato, sotto la guida di Breitenreiter è diventata una compagine molto offensiva. Che cerca di dominare l’avversario, attaccando anche con otto giocatori». Sì, al solito l’allenatore bianconero ha studiato nel dettaglio la sfidante di turno. «Sappiamo esattamente dove colpire per fare male allo Zurigo. Ci lasceranno degli spazi che dovremo essere bravi a sfruttare». Purtroppo, senza Mattia Bottani. «Odio la cultura degli alibi» sottolinea il «Crus», ponendo l’accento sulle «tante opzioni» a disposizione. «E non mi riferisco solo ad Amoura, ma pure a Lungoyi, in cui continuo a credere molto». E a proposito della manovra dalla cintola in su. «In queste due settimane di pausa - spiega il tecnico - ho cercato di lanciare nuovi segnali ai miei uomini. Provando ad ampliare il nostro ventaglio di impulsi offensivi». La solidità difensiva del Lugano, invece, andrà garantita senza Mijat Maric. Almeno inizialmente e a fronte di un altro piccolo, grande tormento: Antonio Marchesano. Il folletto ticinese dello Zurigo, nelle citate ultime cinque uscite, ha timbrato il cartellino altrettante volte. «Certo che ho pensato a come fermarlo. In caso contrario, non meriterei di occupare il mio posto»

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