Calcio

Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro

Il direttore generale della società nerazzurra è soddisfatto dell’ospitalità ricevuta e non nasconde il desiderio di riproporre il ritiro a Lugano anche nella prossima estate - LE FOTO

Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro
L’allenamento di stamattina a Cornaredo. (Foto Keystone)

Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro

L’allenamento di stamattina a Cornaredo. (Foto Keystone)

Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro
Marotta e Renzetti poco fa alla conferenza stampa in vista dell’amichevole.

Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro

Marotta e Renzetti poco fa alla conferenza stampa in vista dell’amichevole.

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Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro

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Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro

Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro

LUGANO - Lugano e Inter faccia a faccia nella Casinò Lugano Cup. Dopo un ritiro ultra blindato i nerazzurri si apriranno domani all’entusiasmo dei tifosi, disputando il primo test della loro preparazione a Cornaredo alle 17.30. Dal canto loro, i bianconeri avranno l’onore di partecipare al battesimo del fuoco degli uomini di Antonio Conte e, giunti ormai al rettilineo finale dell’avvicinamento al campionato, potranno limare gli ultimi dettagli. Prima di prestarsi al bagno di folla della partita, con uno stadio esaurito in ogni ordine di posto, i capitani delle due squadre hanno lanciato la sfida. L’uomo simbolo dei ticinesi, quel Jonathan Sabbatini fresco di rinnovo triennale, è interista dichiarato e non vede l’ora di affrontare la squadra dei suoi idoli d’infanzia e connazionali Alvaro Recoba e Ruben Sosa. L’uruguagio è fiducioso che il Lugano riuscirà a fare meglio dello scorso anno, quando di questi tempi con l’Inter era finita 3 a 0 per gli italiani: «Anche se si tratta di un’amichevole, fa sempre piacere vincere. Contro una squadra così importante sarebbe doppiamente positivo ottenere un risultato prestigioso. Nelle ultime stagioni siamo cresciuti molto. Ora possiamo contare sull’apporto di giocatori importanti. Speriamo quindi di tenere testa ai nerazzurri fino in fondo». Giocatori importanti, appunto, ma è il Lugano più forte della gestione Angelo Renzetti questo? Sentite Sabbatini: «Dire adesso che la squadra attuale sia la migliore degli ultimi anni sarebbe avventato. Nel calcio sono sempre i risultati a parlare. Siamo reduci da un terzo posto in campionato, il secondo in tre anni. Non penso siano risultati scontati. Nelle mie sette stagioni a Lugano ho visto crescere il gruppo in maniera impressionante. Starà a noi dimostrare di poter dare seguito a questo percorso. Vogliamo arrivare sempre il più in alto possibile. Solo così il Lugano potrà diventare un giorno quello che ora rappresenta l’Inter».

Marotta e quella speranza di far tornare l’Inter a Lugano anche in futuro

Da un capitano all’altro: Samir Handanovic (nella foto con Sabbatini) fa il punto sul ritiro dei suoi in terra ticinese. Un ritiro che nella testa dei tifosi deve essere il punto di partenza della rinascita nerazzurra: «Qui a Lugano è andato tutto bene. Mister Conte non mi ha stupito. Nello spogliatoio conoscevamo già tutti la sua personalità e il suo palmares. Abbiamo lavorato duramente, seguendo le indicazioni dell’allenatore. Si respira un’atmosfera di entusiasmo. Non parlerei di stagione della svolta. Il nostro percorso è cominciato già due anni fa con Luciano Spalletti. Anche grazie a lui disponiamo oggi di ottime basi su cui lavorare. Come ha già detto Mister Conte, non dobbiamo porci limiti. Se continueremo a lavorare come abbiamo fatto qui a Lugano, con spirito di sacrificio, potremo permetterci di pensare in grande».

La chiosa finale è spettata al direttore generale dell’Inter Giuseppe Marotta e al presidente bianconero Angelo Renzetti. Marotta ha espresso la soddisfazione della società milanese per l’ospitalità ricevuta e la volontà di riproporre il ritiro a Lugano anche nella prossima estate: «Ringrazio tutte le persone e le istituzioni che hanno reso possibile il nostro ritiro. La disponibilità umana dei partner in gioco è stata assoluta. Partendo dai giardinieri dello stadio, per arrivare fino alle cariche istituzionali di Lugano: la simbiosi è stata assoluta. Speriamo di continuare su questa linea e ritrovarci qui il prossimo anno, con le stesse condizioni, per poter consolidare ancor di più il nostro rapporto». Renzetti ha voluto ringraziare l’Inter, una realtà sportiva che può aiutare i bianconeri a puntare sempre più in alto: «Qui in Ticino manca spesso un po’ di sana autostima. Io, da uomo di campo, posso solo ringraziare i nerazzurri, che ci permettono di respirare un’atmosfera da cui possiamo trarre preziosi insegnamenti per il nostro futuro».

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