Mehmedi è la medicina per curare il mal di gol

Calcio

La Svizzera deve evitare cali di tensione e mostrarsi più cinica sotto porta - L’attaccante del Wolfsburg traccia la via ai compagni: servono concentrazione e freddezza: «Stiamo facendo degli esercizi specifici, anche se poi in partita le cose cambiano»

Mehmedi è la medicina per curare il mal di gol
Admir Mehmedi, a sinistra, assieme ai compagni di Nazionale Michael Lang e Renato Steffen. © Keystone/Laurent Gillieron

Mehmedi è la medicina per curare il mal di gol

Admir Mehmedi, a sinistra, assieme ai compagni di Nazionale Michael Lang e Renato Steffen. © Keystone/Laurent Gillieron

All’orizzonte si stagliano due incontri da dentro o fuori per la nazionale svizzera: sabato la Danimarca e, martedì, l’Irlanda a Ginevra. Fondamentale sarà fare risultato in entrambe le occasioni per garantirsi un posto ad Euro 2020.

Ma come arriva la selezione di Vladimir Petkovic al doppio appuntamento? Le ultime uscite ci hanno detto due cose: bisogna, da una parte, insistere sull’aspetto mentale per evitare pericolosi cali di tensione nei finali di partita, pagati a caro prezzo contro Danimarca, Portogallo e Irlanda; dall’altra, bisogna aggiustare la mira sotto porta per non vanificare la mole di gioco proposta. Admir Mehmedi potrebbe ovviare al secondo problema.

Il monito

Prima della sfida di andata contro l’Irlanda, Petkovic aveva affermato che il match contro i «Boys in green» non sarebbe stato decisivo ai fini della qualificazione diretta a Euro 2020. Alla luce della classifica odierna, però, la retorica deve ormai lasciar spazio alla realtà e le vittorie, ora, devono arrivare. A confermarlo è lo stesso attaccante cresciuto a Bellinzona. «Le prossime due partite sono importantissime, non lo nascondo. Non dimentichiamo però che, in seguito, dovremo ancora vedercela con Georgia e Gibilterra, impegni, questi, che non dobbiamo prendere sottogamba».

Alla ricerca di reti e costanza

L’attaccante del Wolfsburg resta sereno nonostante la pressione che c’è, in primis, sulla squadra (chiamata a vincere), e, in secondo luogo, sullo stesso numero 18 (che vuole dimostrare tutto il suo valore al commissario tecnico in modo da guadagnarsi sempre più minuti di gioco). «Siamo tutti felici di essere qua e ci stiamo preparando bene», dice Mehmedi. «Sappiamo che per noi sono due incontri molto delicati perché c’è in palio la qualificazione alle fasi finali dei Campionati europei». La rosa è comunque consapevole dei propri mezzi. «Sia contro la Danimarca, sia contro l’Irlanda abbiamo dimostrato che possiamo fare molto bene».

Vero, sarà però indispensabile rimanere costanti per tutto l’arco della contesa come, del resto, ammette lo stesso numero 18. «Se fossimo restati concentrati fino al novantesimo, probabilmente, oggi avremmo qualche punto in più in classifica». Il primo passo per evitare tali cali di rendimento è capirne l’origine. «Se guardiamo alla sfida giocata contro i danesi emerge chiaramente come la mancanza di lucidità abbia un’origine mentale e non sia, al contrario, determinata dalla stanchezza fisica. Prendere tre gol in 10’ è in effetti una cosa piuttosto rara nel mondo del calcio. Contro i “Boys in green”, invece, ci è mancata la necessaria maturità perché in situazioni simili bisogna senz’altro comportarsi meglio sul rettangolo verde. Spero però che l’aver vissuto queste situazioni sulla nostra pelle ci sia stato utile nel nostro percorso di crescita e che ci permetta di non commettere di nuovo gli stessi errori».

Da migliorare, si diceva in precedenza, c’è pure l’efficacia sotto porta. «Stiamo lavorando anche in tal senso perché ci siamo resi conto che la freddezza in fase di finalizzazione è stata uno degli aspetti problematici nell’incontro pareggiato con gli irlandesi. Quando riesci a concretizzare la mole di gioco prodotta, infatti, per i compagni diventa tutto più semplice. Stiamo facendo degli esercizi mirati, poi è vero che in partita provi delle sensazioni diverse rispetto all’allenamento: senti la presenza dei tifosi e la necessità di fare risultato. Speriamo che gli attaccanti abbiano risparmiato i gol per i due match che ci attendono (ride, ndr)».

L’importanza del capitano

Per queste due sfide delicate ha fatto il suo ritorno Stephan Lichtsteiner. Una presenza importante. «È un giocatore con esperienza e la sua presenza fa bene alla squadra, ai giovani in particolar modo» conclude Admir. «Siamo felici che sia con noi, può darci i giusti impulsi».

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