«Molto presto tornerà il calcio vero»

UEFA

Aleksander Ceferin, numero uno del pallone continentale, rinnova il suo ottimismo: «Il peggio è ormai passato, la Champions si concluderà in agosto»

«Molto presto tornerà il calcio vero»
Aleksander Ceferin, presidete Uefa. © AP Photo/Peter Dejong

«Molto presto tornerà il calcio vero»

Aleksander Ceferin, presidete Uefa. © AP Photo/Peter Dejong

Il calcio non cambierà dopo la pandemia, neppure le guerre mondiali hanno potuto cambiarlo, ed Euro 2020 - pur posticipato di un anno - si giocherà con assoluta certezza. «Sono pronto a scommeterci un milione». La rassicurazione arriva da Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, convinto che il peggio per il calcio continentale sia ormai passato. Entro la fine di maggio la Uefa attende le decisioni delle singole federazioni circa la ripresa dei campionati nazionali - anche se ha già chiarito una tolleranza che di fatto sposta a metà giugno quel termine -, mentre in agosto è prevista la conclusione di Champions League ed Europa League. E per il prossimo anno è atteso il ritorno della terza Coppa. Un calendario che Ceferin conferma nel corso di un’intervista al quotidiano britannico Guardian, nella quale si dice convinto «che il calcio con i tifosi allo stadio tornerà molto presto».

«La situazione per noi come Uefa non è allarmante, non ci troviamo nei guai, nonostante i problemi che ci hanno costretto a rimandare Euro 2020. Ma ci preoccupiamo anche dei singoli club e dei vari campionati», ha spiegato il numero 1 del calcio continentale, sicuro nonostante «le notti insonni» nel pieno della crisi da pandemia che il prossimo anno si potrà disputare l’Europeo. «Non riesco ad immaginare perché non si dovrebbe. Non penso che il virus durerà per sempre. Anzi penso che la situazione migliorerà prima di quanto in molti pensino».

Dopo oltre due mesi di forzata sospensione, nell’ultimo fine settimana la Bundesliga ha inaugurato la ripartenza del calcio europeo, pur in stadi vuoti, con stretti controlli sanitari e forti limitazioni. La nuova normalità del calcio imposta dalla minaccia coronavirus. Ma Ceferin non sembra rinunciare alla sua indole ottimista. «Non credo che siano cambiamenti duraturi. È una nuova esperienza, ma quando finalmente ci saremo liberati di questo virus la situazione tornerà alla normalità di sempre. Il calcio non è cambiato neppure dopo la seconda guerra mondiale, o dopo la prima, e non cambierà neppure per colpa di questo virus. Piuttosto, perché non pensare che diventeremo più intelligenti, consapevoli della nostra fragilità di fronte alla natura? C’è una grande lezione che possiamo imparare da questa pandemia».

Una pandemia che non ha modificato i piani del governo del calcio europeo, deciso ad introdurre una terza competizione per club dalla prossima stagione, l’Europa Conference League. «Non ci sarà nessun posticipo del nuovo torneo. Piuttosto stiamo pensando a come introdurre una sorta di «tassa del lusso» per le società più ricche, così da tutelare l’intero sistema calcio. La priorità comunque in questo momento è raddrizzare la nave e riprendere la giusta rotta». Con il rischio di entrare in rotta di collisione con la Fifa di Gianni Infantino, reo di voler introdurre un Mondiale per club allargato a 24 squadre. «È strano che la stessa persona che auspica minor partite per i calciatori proponga un nuovo torneo. Con Infantino non ci siamo sentiti granché durante la pandemia, ma non voglio rispondergli tramite i media».

L’ultima considerazione di Ceferin è per i giocatori, difesi dall’accusa di avidità per essersi rifiutati, in molti casi, di auto-ridursi gli stipendi. «È il mercato che stabilisce i prezzi, e non dimentichiamo che i loro emolumenti generano enormi tasse agli stati. Sarà piuttosto interessante vedere come reagirà il mercato dopo questa crisi, se davvero i prezzi si abbasseranno».

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