Nazionale, operazione trasparenza: “La Svizzera appartiene alla gente”

A Feusisberg parla Petkovic ma anche tutta la squadra - Xhaka: “Non rifarò il gesto dell’aquila”

Nazionale, operazione trasparenza: “La Svizzera appartiene alla gente”

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FEUSISBERG - Aspettavano tutti Vladimir Petkovic. E invece, oltre al ct, è arrivata tutta la squadra. A Feusisberg Claudio Sulser e lo staff della nazionale svizzera hanno voluto mettere un punto finale alle violente polemiche scoppiate dopo il Mondiale russo. E per farlo, hanno varato l'operazione trasparenza. O simpatia. "Ci mettiamo la faccia" il succo del discorso. È così è stato. Il primo a prendere la parola è stato Stephan Lichtsteiner, il capitano. "Se abbiamo pestato i piedi a qualcuno per il gesto dell'aquila nella partita contro la Serbia, chiediamo scusa" le sue parole. "Non era il nostro intento ferire le persone. Ad ogni modo, i giocatori in questione hanno dato tantissimo alla nazionale e questo non può essere dimenticato". Anche Xhaka - uno dei protagonisti della vicenda - ha voluto metterci la faccia. "Se rifarei quel gesto? No, non sono uno stupido. Però la cosa che mi sorprende è che il gesto è stato ritenuto più importante della vittoria contro la Serbia, che ci ha praticamente proiettato agli ottavi del Mondiale". Da parte sua Manuel Akanji si è sentito scosso. "Sì, le discussioni sui doppi passaporti (costata il posto al segretario Miescher, ndr) mi hanno ferito" ha affermato il difensore. Ecco infine il pensiero di Shaqiri. "Non c'è rispetto se qualcuno dice che non rappresentiamo la Svizzera. Lo facciamo sempre, siamo professionisti, lascio questi commenti e le gelosie fuori dalla porta. All'interno della squadra non c'è nessun problema, tutti si sentono bene, lavoriamo bene. Non ci lasciamo influenzare da questi commenti negativi e guardiamo avanti come sempre".

Infine, Petkovic è intervenuto sulla questione legata a Valon Behrami. Il centrocampista dell'Udinese pochi giorni fa aveva criticato nuovamente il ct svizzero, chiamandosi fra le altre cose fuori dalla selezione rossocrociata dopo l'ormai "famosa" telefonata di pochi secondi ricevuta dallo stesso Petkovic dopo il Mondiale. "In questo momento è molto importante concentrarsi sulle cose che stiamo facendo" spiega il selezionatore rossocrociato. "Io devo gestire la nazionale, Valon la sua carriera a Udine. Sta facendo bene, è pure diventato capitano. Per rinnovare i contatti fra noi servirà tempo. Lui ha voluto chiudere la porta in questa maniera. Ha reagito male, forse lasciandosi prendere dalle emozioni. Ma lo capisco, so come è fatto. Ripeto, servirà del tempo prima di far calmare le acque. Io sono sempre pronto a parlare e a incontrarlo. Lo farei con molto piacere".

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