«Noi come l’Inter: amalo, pazzo Chiasso amalo»

Parla Bignotti

Il direttore generale rossoblù analizza le due vittorie consecutive e spende parole al miele per l’allenatore Alessandro Lupi

«Noi come l’Inter: amalo, pazzo Chiasso amalo»
Nicola Bignotti, direttore generale del Chiasso. ©CdT/Chiara Zocchetti

«Noi come l’Inter: amalo, pazzo Chiasso amalo»

Nicola Bignotti, direttore generale del Chiasso. ©CdT/Chiara Zocchetti

Il Chiasso era in mezzo a una strada: sette sconfitte filate, una sola vittoria in stagione a fronte di un misero pareggio e undici battute d’arresto. Poi, all’improvviso, la crisi è finita. O, meglio, i rossoblù hanno messo assieme due successi prestigiosi: contro Losanna e Wil. L’ultimo posto fa meno paura. È meno ultimo, visto che Sciaffusa e Stade Losanna distano appena 4 punti. Sì, la salvezza è possibile. Fa quasi strano scriverlo. Ma è così.

«Ci scherzavo sopra con un tifoso storico» racconta Nicola Bignotti, direttore generale e amministratore unico del club. «Dovremmo prendere in prestito la canzone dell’Inter. E dire ‘‘amalo, pazzo Chiasso amalo’’. Noi siamo questi, una squadra che non muore mai e che parallelamente ama fare soffrire il suo pubblico. Eccola, la nostra natura».

Eppure, scorrendo i nomi della rosa (buoni) la domanda sorge spontanea: possibile che la sveglia, al Riva IV, sia suonata così tardi? Non c’era modo di sistemare prima le cose? «Il potenziale c’è sempre stato, sì» conferma Bignotti. «È anche vero, però, che la squadra è cambiata tanto mentre Lupi è arrivato a due mesi e mezzo dall’inizio della preparazione. Ci è servito un periodo più o meno lungo per l’amalgama. C’è da dire, poi, che il Chiasso è stato punito severamente a livello di risultati. Un paio di punti in più avremmo potuto farli già prima. Quanto alle due vittorie recenti, non parlerei di svolta. Sì, abbiamo capito di potercela giocare con tutti. Ma prima di battere Losanna e Wil avevamo capito che, senza la necessaria determinazione, in Challenge puoi perdere con chiunque».

Determinazione, cattiveria sportiva, grinta. Elementi che «Pippo» Senderos ha portato in campo sabato a Wil. «Lui ha una voglia incredibile» spiega Bignotti. «Ha alle spalle una carriera ad altissimi livelli, ma si è rimesso in gioco. Spero che la sua umiltà sia da guida per i più giovani. Nel calcio bisogna sempre mettersi alla prova e Philippe lo sta dimostrando».

Infine, questi 6 punti sono una rivincita per Lupi. Dopo la famigerata valigia, il mister (si mormora) aveva rassegnato le dimissioni. «Quell’episodio ha fatto vacillare l’uomo, più che l’allenatore. Alessandro è una persona sensibile, ci tiene al Chiasso avendovi militato da calciatore. Abbiamo iniziato un percorso con lui e gli siamo sempre stati vicini».

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