Nuovo calendario, la FIFA avvia le consultazioni

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Il governo del calcio mondiale coinvolgerà tutte le parti in causa: si comincia da allenatori e giocatori

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Nuovo calendario internazionale, sì o no? La FIFA ha avviato una nuova fase di consultazione con tutte le parti coinvolte, dalle associazioni affiliate ai rappresentanti dei giocatori, passando per club, leghe e confederazioni. Lo rende noto lo stesso governo del calcio mondiale, specificando che l’attuale calendario per le donne e gli uomini scadrà rispettivamente alla fine del 2023 e del 2024.

La FIFA, si legge ancora nella nota, confida che il calendario possa e debba essere riformato e migliorato.

Dopo gli inviti alle parti interessate, comprese tutte le confederazioni, all'inizio di settembre, le discussioni vere e proprie verranno organizzate nelle prossime settimane.

Il 15 settembre, prosegue il comunicato, la FIFA ha anche invitato le sue associazioni affiliate a un primo summit online il prossimo 30 settembre. L’obiettivo è stabilire un dibattito costruttivo e aperto, a livello globale e regionale, nei prossimi mesi e la FIFA.

L’inizio dei lavori, poiché il calcio rimane centrale, è affidato ad allenatori e giocatori. A tal proposito sono stati creati dei gruppi tecnici consultivi sotto la direzione di Arsène Wenger, capo dello sviluppo globale del calcio in seno alla FIFA, e Jill Ellis, allenatrice vincitrice di due Mondiali femminili. Il dibattito coinvolgerà anche i tifosi.

A sostegno di una riforma, beh, grandi nomi del pallone. Uno su tutti, Roberto Carlos. Il quale pone l’accento in particolare sulla salute dei calciatori e delle calciatrici. A furia di giocare, dice il brasiliano, «il rendimento dei giocatori comincia a calare automaticamente, perché non si ha tempo per riposare». E ancora: Per quanto riguarda i viaggi, oggi andrebbe così: lascerei Madrid, per esempio, per andare a San Paolo, Buenos Aires o Caracas in Venezuela e non avrei nessun tempo di recupero. Un domani, con questa idea della FIFA, cosa cambierebbe? Beh, il numero di viaggi sarebbe ridotto poiché le partite di qualificazione si farebbero in un mese. Quindi, andresti e avresti il tempo di allenarti, giocare bene, riposare e tornare al tuo club. Sì, questa è un'ottima idea per i giocatori e per i club».

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