Calcio

Occhio Lugano, ti attende un tour de force

La squadra di Celestini disputerà 7 incontri in 22 giorni tra Coppa, Europa League e campionato - Nel 2017 i bianconeri andarono in tilt - GUARDA L’INFOGRAFICA

Occhio Lugano, ti attende un tour de force
La squadra di Fabio Celestini è reduce da quattro sconfitte consecutive in campionato. (Foto Putzu)

Occhio Lugano, ti attende un tour de force

La squadra di Fabio Celestini è reduce da quattro sconfitte consecutive in campionato. (Foto Putzu)

Allacciate le cinture e tenetevi forte. I chilometri da percorrere saranno tantissimi, grosso modo 4.200, su e giù da bus e aeroplani. Sì, il Lugano si appresta a vivere un autentico tour de force e le turbolenze, va da sé, non mancheranno. La prima tappa sarà alla Pontaise di Losanna, sabato, per i delicatissimi sedicesimi di finale di Coppa. Poi non ci sarà quasi tempo per respirare, tra Europa League e campionato. I bianconeri scenderanno in campo ogni tre-quattro giorni, fino alla pausa dedicata alle Nazionali in agenda dal 7 al 15 ottobre.

Tradotto, la squadra di Fabio Celestini dovrà disputare sette partite in soli 22 giorni. Un esame difficilissimo, in tutti i sensi: fisico, mentale e naturalmente sportivo. Già, perché soprattutto in campionato il Lugano non può permettersi di sedersi. Anzi. Reduci da quattro sconfitte consecutive e sprofondati al 9. posto in classifica, Sabbatini e compagni sono chiamati a reagire e a incamerare quei punti che a Cornaredo mancano da ormai troppo tempo. Il tutto in un ambiente irrequieto: ricordate gli sfoghi del capitano e dell’allenatore dopo le sconfitte a San Gallo e Basilea? Ecco, il periodo alle porte sarà probante anche dal punto di vista dei nervi. E in tal senso la situazione potrebbe migliorare o precipitare a seconda dell’esito della sfida di Coppa Svizzera contro il Losanna. Una partita, quella in programma tra due giorni, che nasconde parecchie insidie, vuoi per la caratura dell’ambiziosa compagine di Challenge League, vuoi per il suo lato emozionale, visto che gli ex Celestini, Custodio e Lavanchy faranno i conti con il passato. Insomma, l’inizio dell’avventura europea a Copenhagen e la ripresa della Super League contro il Lucerna – il giovedì e la domenica successivi – potrebbero poggiare su basi più o meno solide.

Occhio Lugano, ti attende un tour de force
La parolina magica? Turnover

Ma come si preparano sfide così ravvicinate e per alcune delle quali è assolutamente vietato sbagliare? Lo abbiamo chiesto a Mattia Croci-Torti, assistente di Celestini e già sulla panchina dei bianconeri nell’autunno del 2017, quando il Lugano allenato da Pierluigi Tami fece il primo giro sulla giostra dell’Europa League. «Dare un peso specifico a una partita piuttosto che all’altra costituirebbe un grave errore; dobbiamo ragionare di match in match» sottolinea il Crus. «Ad esempio – aggiunge – non possiamo permetterci di affrontare il Losanna guardando già oltre e mettendo in campo un’intensità differente dagli impegni successivi».

MATTIA CROCI-TORTI: A differenza di due anni fa abbiamo l’esperienza dalla nostra parte

Una questione mentale, dunque. «Sì, la testa farà tantissimo» conferma Croci-Torti. Per poi tuttavia precisare: «Sappiamo che per superare sette partite di fuoco sarà fondamentale la gestione dei tempi di riposo per chi scenderà in campo e degli allenamenti di compensazione per gli altri. La rosa è ottima e attrezzata per misurarsi sulle tre competizioni, ma è altrettanto chiaro che tra i giocatori manca l’abitudine a disputare partite ogni tre giorni». In questo senso la parolina magica sarà «turnover». Croci-Torti conferma: «L’avventura di 2 anni fa mi ha insegnato una cosa: per la maggior parte dei ragazzi giocare tutti gli incontri è insostenibile. Ecco perché in spogliatoio servirà da un lato accettare le scelte dello staff tecnico e dall’altro sfruttare l’occasione che sicuramente si presenterà. La fiducia nel compagno sarà quindi cruciale». Un ruolo decisivo lo giocherà poi la programmazione. L’analisi video verrà sacrificata o resterà un punto fermo? Sentite l’assistente di Celestini: «Due anni fa non avevamo lasciato nulla al caso e anche questa volta abbiamo deciso di non subire gli eventi, preparando in anticipo alcune partite».

Nel 2017 sei sconfitte su sette incontri
Occhio Lugano, ti attende un tour de force

Meticolosità o meno, le cose nel 2017 tuttavia non andarono affatto bene. Le partite da disputare, come a questa tornata, erano sette. Il bilancio? Sei rovesci e un solo successo, nei sedicesimi di Coppa Svizzera contro il Köniz. Quella, per altro, fu una vittoria col brivido, con Da Costa a fermare un rigore all’89’ e Gerndt a punire gli avversari in pieno recupero. Per il resto solo bocconi amari. Addirittura in campionato il periodo tormentato si chiuse con i bianconeri provvisoriamente all’ultimo posto in classifica. Il filotto negativo prima del stop per le Nazionali nacque e morì con due 3-0: il primo rimediato allo Stade de Suisse di fronte allo Young Boys e il secondo sempre in trasferta, a Zurigo. In mezzo idee confuse e tanto buio, con anche le battute d’arresto in Europa contro Be’er Sheva e Steaua Bucarest. Tami, tuttavia, riuscì a salvare il posto.

Un precedente che, tornando al presente, potrebbe fare seriamente preoccupare i tifosi. «Preoccupazione è il termine sbagliato» replica Croci-Torti: «Siamo chiamati a trovare la forza in un piccolo momento di difficoltà. Di certo tutti sanno che nelle prossime sfide non potremo fallire sul piano dell’atteggiamento. Ci abbiamo lavorato in questi giorni e siamo consci dei nostri mezzi. Ma soprattutto a differenza di due stagioni fa abbiamo dalla nostra l’esperienza». Il Crus chiarisce il concetto: «Se nel 2017 eravamo usciti male dal primo filotto di incontri, tra la prima e la seconda pausa per la nazionale in novembre e poi prima di Natale avevamo giocato alla grande, raccogliendo vittorie e punti. Merito dell’esperienza, appunto». Al proposito Croci-Torti fa anche nomi e cognomi: «L’ultima volta ci eravamo aggrappati alla saggezza di Cristian Ledesma. Oggi c’è un nucleo di giocatori che sa cosa aspettarsi e che ci potrà dare una grande mano: penso a Sulmoni, Sabbatini, Daprelà, Bottani, Junior, Gerndt». Non solo. Il Crus cita anche il mister: «Fabio conosce bene la competizione, avendola disputata in prima persona. Con il Marsiglia ha addirittura centrato una finale di Coppa UEFA. E pure questo è un valore aggiunto».

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