Orgoglio turco: «Vogliamo dimostrare al Paese di cosa siamo capaci»

Calcio

Domani la Svizzera affronta un avversario altrettanto ferito e sportivamente disperato - Il ct Senol Günes: «Le critiche ai giocatori? Il responsabile sono io, anche in caso di fallimento»

Orgoglio turco: «Vogliamo dimostrare al Paese di cosa siamo capaci»
©AP/Dan Mullan

Orgoglio turco: «Vogliamo dimostrare al Paese di cosa siamo capaci»

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La Svizzera è spalle al muro. Ma, stringi stringi, la Turchia è messa diversamente? No, anzi. Al netto del calore del pubblico, che domani allo stadio Olimpico di Baku proverà a trascinare di forza la selezione della mezzaluna, i nostri avversari diretti hanno fatto persino peggio. Di qui le numerose critiche indirizzate ai giocatori allenati da Senol Günes. Alla vigilia della sfida contro i rossocrociati, lo scafato ct turco chiede però all’ambiente di fare quadrato. Proteggendo i suoi, anche. «È vero che in campo ci vanno i calciatori, ma il responsabile della situazione sono io. E lo sarò anche in caso di fallimento». La Turchia, dicevamo, è partita malissimo. Travolta - come noi - 3-0 dall’Italia e poi messa sotto pure dal Galles. Zero punti, zero gol segnati. «Non possiamo cambiare il passato» afferma, serafico, Günes. «È vero, il match d’esordio contro gli Azzurri è stato un brutto colpo. Al fischio finale sembrava la fine del mondo. E l’entusiasmo del gruppo ne ha risentito. Per avere successo bisogna però essere in grado di superare i fallimenti anche più dolorosi. E, ve lo assicuro, contro la Svizzera vogliamo dimostrare al Paese di cosa siamo capaci».

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