Padalino e l’attaccante per il FC Lugano: «Ci stiamo lavorando»

Calcio

Il team manager bianconero sta seguendo il dossier mercato – Per Ardaiz «bisogna prima aspettare che ritrovi la condizione» mentre il capitolo Derdiyok è «complicato» anche se il giocatore «non mi ha mai detto di no»

Padalino e l’attaccante per il FC Lugano: «Ci stiamo lavorando»
Marco Padalino. © CdT/Gabriele Putzu

Padalino e l’attaccante per il FC Lugano: «Ci stiamo lavorando»

Marco Padalino. © CdT/Gabriele Putzu

Stanco. Ma felice. Il Lugano è tornato a casa, a Cornaredo. Il ritiro spagnolo a San Pedro del Pinatar è finito. «E il bilancio è sicuramente positivo» spiega il team manager bianconero Marco Padalino. «La squadra ha lavorato tanto, tantissimo. In particolare sul piano fisico» aggiunge «Bobo». «I ragazzi, al rientro, erano provatissimi. Ma è normale, quando spingi così».

E normali, in fondo, sono anche le tre battute d’arresto in amichevole, con Anversa, Anderlecht e Heidenheim. Mai una gioia, verrebbe quasi da dire. «I risultati sono dipesi proprio dal discorso fisico, ma ci sta lo ripeto. Meglio, molto meglio stare male adesso ed entrare in forma dopo, alla ripresa del campionato. Detto ciò, il mister ha rivisto anche alcune impostazioni tattiche».

Un trittico fondamentale

La Super League ritornerà il 26 gennaio, con la trasferta a San Gallo. «E per noi scatterà un nuovo campionato» racconta Padalino. «È vero, veniamo da un ottimo periodo. Tuttavia, è bene non sedersi. La Super è un torneo di qualità, non c’è spazio per il relax. Finché la matematica non ci darà delle rassicurazioni, beh, dovremo martellare e spingere. Dopo San Gallo, una sfida già di suo importante, avremo Xamax e Thun». Ovvero, la penultima e l’ultima della classe. «Guai se non affrontassimo queste partite con la giusta mentalità, guai se credessimo di essere già salvi. No, non possiamo permetterci di rischiare. La storia del nuovo campionato, insisto, è vera».

Due nomi sul taccuino

A tenere banco, ovviamente, in questi giorni è il mercato. E in particolare la ricerca di un nuovo attaccante. Il dossier è nelle mani di Padalino: «Sì, ci stiamo guardando in giro dal momento che quel profilo, una prima punta diciamo, ad oggi ci manca. In più Gerndt, un giocatore importantissimo per noi, non è al 100% e questo ci spinge a cercare soluzioni». Di nomi ne girano tanti, ma a «Bobo» chiediamo soltanto di Joaquin Ardaiz e, soprattutto, Eren Derdiyok. Il primo, dice Padalino, «è venuto in ritiro con noi ma non è valutabile». Non ancora, perlomeno: «Purtroppo Joaquin è indietro di condizione, per questo non è stato schierato in amichevole. Io lo conosco, ad ogni modo. So che giocatore è e cosa può dare. Vedremo insomma di fargli prendere forma, quindi faremo le considerazioni del caso». Bene. E Derdiyok? «Lui è un giocatore eccezionale, ma è un’operazione complicata. C’è da dire che Eren non mi ha mai detto di no, anzi: finora ha sempre lasciato uno spiraglio aperto. Nella situazione in cui siamo, però, non è semplice portare a termine una simile trattativa. Servirebbero dei soldi che, probabilmente, ora non possiamo spendere. In ogni caso, il profilo che ci serve è proprio il suo. Per questo dicevo che ci stiamo guardando attorno e stiamo valutando varie piste».

Sabato il Kriens

Il ritiro è finito, dicevamo. Il Lugano ha lasciato San Pedro del Pinatar di buon mattino, direzione Alicante. Quindi, la comitiva si è imbarcata su un volo per Malpensa. Il tecnico Maurizio Jacobacci picchierà ancora duro con due sedute di allenamento, mentre sabato è in programma l’ultimo test (contro il Kriens).

«L’idea, come spiegato, è di stare male adesso per stare meglio dopo, quando conta davvero» la chiosa di Padalino, un occhio rivolto al campo e l’altro (assieme all’orecchio) al mercato, nella speranza che a Cornaredo sbarchi qualcuno per risolvere il problema gol.

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