Calcio

Parla Renato Santillo: «Quei video? Una goliardata»

Il calciatore del Castello prende posizione dopo il polverone per il presunto caso di combine: «Non ho mai ricevuto un’offerta da parte dell’Ascona, le mie parole sono state fraintese»

Parla Renato Santillo: «Quei video? Una goliardata»
Renato Santillo, a destra, in azione in un’immagine d’archivio. (Foto CdT)

Parla Renato Santillo: «Quei video? Una goliardata»

Renato Santillo, a destra, in azione in un’immagine d’archivio. (Foto CdT)

«Ho vissuto giorni migliori». Renato Santillo, 30 anni fra una ventina di giorni, è appena uscito da un’ora e un quarto di udienza presso la Federazione ticinese di calcio. «Sto leggendo, vedendo e sentendo di tutto» racconta il giocatore del Castello. «Per questo ci terrei a mettere i puntini sulle i».

Lei è il calciatore protagonista dei video incriminati, nei quali raccontava di un tentativo di combine da parte dell’Ascona. Cosa può dirci al riguardo?

«Attenzione, nei video non ho mai parlato di possibili combine, né di un tentativo per manipolare il risultato della partita. Bisogna contestualizzarli, quei video. Li avevo postati nella chat della nostra squadra. Parliamo di una cerchia ristretta di amici. E io ho usato dei toni scherzosi, tant’è che ridevo. È vero, con il senno di poi ammetto che la scelta delle parole – di alcune parole – non è stata felice. Ma il polverone sollevatosi è esagerato».

Ma la telefonata fra lei e un giocatore dell’Ascona c’è stata o no?

«Sì, c’è stata. Ma perché siamo amici e abbiamo giocato assieme. Nel calcio capita di sentire la voce degli avversari e, magari, scherzare in vista del match. Ma non c’è mai stata un’offerta da parte dell’Ascona. Il problema è che quei video sono usciti dalla chat e danno l’impressione di chissà che cosa. A me viene da ridere e da piangere allo stesso tempo».

La Federazione però ha aperto un’inchiesta.

«Qualcuno del nostro gruppo ha mandato in giro i video, che nel frattempo hanno fatto il giro del Ticino e dell’Italia arrivando ovviamente a Losone e Cademario. Le altre due squadre in lotta per la salvezza. Non so chi fra queste due società ha denunciato la cosa in Federazione. Io, però, pagherei per far sentire il contenuto di quella telefonata. Al massimo si potrebbe dire che ho fatto una sciocchezza. Non ho dato peso alle parole. Ma quando ho visto i video con voce e volto camuffati, beh, sembrava fossi un narcotrafficante di Medellin».

Lei ha citato anche il Gambarogno-Contone. Come mai?

«Nel servizio andato in onda quel pezzo è stato un po’ tagliato. Ho parlato del Gambarogno-Contone non perché avessimo rifiutato una loro offerta, ma perché contro di loro eravamo andati a duemila all’ora. Quindi, ho chiesto ai miei compagni: se lo abbiamo fatto con loro, perché non avremmo dovuto farlo contro l’Ascona? Chiedo sinceramente scusa ai miei amici del Gambarogno: società, presidente, allenatore, giocatori. Sono state fraintese le mie parole».

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