Petkovic: «Abbiamo sofferto abbastanza»

Calcio

Il commissario tecnico della Nazionale lancia la sfida decisiva contro la Turchia: «Non possiamo più influenzare il passato, solo dare il massimo in campo e regalare una grande gioia a tutta la Svizzera»

Petkovic: «Abbiamo sofferto abbastanza»
©Keystone/Jean-Christophe Bott

Petkovic: «Abbiamo sofferto abbastanza»

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Dalla lettera aperta alla popolazione - via un settimanale - alle dichiarazioni ufficiali pre-partita. Vladimir Petkovic è tornato a parlare dopo la nottataccia dell’Olimpico. Domani c’è la Turchia e, in novanta minuti più recuperi, l’ancora di salvezza di un Europeo sin qui deludente. A Baku sarà battaglia. E dai rossocrociati, va da sé, è attesa una reazione. Il Galles ci ha dato un dispiacere, l’Italia uno sberlone in pieno volto, ridimensionandoci. Dietro l’ultima curva del gruppo A, però, potrebbe spuntare una nuova alba. «Abbiamo sofferto abbastanza» ha ammesso il commissario tecnico, facendo particolare riferimento al 3-0 subito dagli Azzurri. «Abbiamo affrontato una squadra molto forte. Ma il passato, in ogni caso, non può più essere influenzato. Ora dobbiamo concentrarci sul presente e l’unica cosa importante. Vincere contro la Turchia. È una partita decisiva. Altre occasioni non ci saranno concesse. O torneremo a Roma o a casa». Sulla formazione da mandare in campo per invertire la rotta, «Vlado» non si è sbilanciato: «Tutti sono a disposizione. E, onestamente, non deve importare chi partirà dal primo minuto. Gli undici e più giocatori che saranno chiamati in causa dovranno dare il massimo per regalare una grande gioia a tutta la Svizzera. Dovremo fare i conti con 30.000 tifosi turchi; trasformiamolo in uno stimolo ulteriore».

Petkovic: «Abbiamo sofferto abbastanza»

Prima di Petkovic, a prendere la parola era stato Yann Sommer, gli occhi ancora felici per la nascita della seconda figlia Nayla. Un lieto evento, questo, che potrebbe ripercuotersi e sul giocatore e sullo spogliatoio. Ma in che modo? «Quando sono tornato in gruppo ho notato una buona atmosfera» ha detto l’estremo difensore elvetico. «Personalmente cercherò di fare tesoro delle forti e positive emozioni vissute nelle scorse ore. Certo, avrei voluto assistere al parto in tempo utile. Ma ho una moglie fortissima che una volta di più mi ha reso orgoglioso. Le sensazioni del calciatore e del padre vanno ad ogni modo distinte chiaramente. Dopo la sfida persa con l’Italia ero molto deluso. Tenere tra le braccia la mia piccola ha invece rappresentato una gioia enorme. Ero euforico». Domani, anche la Svizzera dovrà tornare a entusiasmare ed entusiasmarsi. «La squadra sa esattamente cosa deve fare» ha assicurato Sommer: «Sono certo che ci comporteremo in modo diverso».

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