Petkovic: «Il gol subito? Non è colpa della paura»

Le reazioni

La Svizzera ha pagato dazio ancora una volta nei minuti finali, ma il commissario tecnico prova a minimizzare – Sul fronte opposto Age Hareide commenta: «Abbiamo fatto un passo verso l’Europeo, ma sono convinto che i rossocrociati chiuderanno il girone al primo posto»

Petkovic: «Il gol subito? Non è colpa della paura»
Vladimir Petkovic a colloquio con Granit Xhaka. ©Keystone/Georgios Kefalas

Petkovic: «Il gol subito? Non è colpa della paura»

Vladimir Petkovic a colloquio con Granit Xhaka. ©Keystone/Georgios Kefalas

Sentimenti contrastanti a fine partita. Age Hareide è al settimo cielo ma cerca di mantenere i piedi per terra, Vladimir Petkovic – incassato il colpo – prova invece a guardare avanti.

«Sapevamo sarebbe stata tosta» esordisce il commissario tecnico della Danimarca. «La Svizzera è un ottimo avversario, ha qualità importanti e un gioco offensivo a mio avviso spettacolare. Loro hanno avuto le occasioni migliori, noi siamo stati bravi a sfruttare la grossissima chance concessaci».

Quindi, Hareide svela la ricetta del successo: «Nel calcio, la tenuta conta tanto quanto la tecnica e la tattica. Noi siamo stati duri, cattivi anche. E il fatto di non avere mai mollato, alla fine, ha ucciso la Svizzera. Sapevamo delle loro difficoltà nei minuti conclusivi delle partite. Lo sapevamo e abbiamo cercato di sfruttare la cosa. Questi tre punti sono importantissimi per noi».

Importantissimi ma non decisivi, a detta del mister. «Abbiamo fatto un grande passo verso l’Europeo, questo è chiaro. Però è presto per abbracciarci e festeggiare. Niente è ancora stato conquistato. Per quanto ci riguarda, tutto si deciderà all’ultima giornata. A Dublino, contro l’Irlanda. La Svizzera invece credo finirà in testa al girone. Lo ripeto, è un ottimo avversario».

Già, eppure sul piano mentale questa Svizzera appare fragile. Lo dimostra l’ennesimo gol concesso nei minuti finali. «Quando continui a concedere gol attorno al novantesimo, beh, la squadra intera finisce per pensarci. E il problema, oltreché fisico, diventa mentale. Ti alleni proprio per evitare che simili situazioni si verifichino di nuovo, ma paradossalmente così facendo aumenti soltanto la paura di prendere gol. Detto ciò, credo che gli elvetici risolveranno i loro guai».

Sul fronte opposto, Vladimir Petkovic fatica a trovare le parole: «Dopo una sconfitta del genere è difficile parlare» ammette il coach della Svizzera. «Faccio i complimenti alla Danimarca per la vittoria e per la partita disputata. Hanno giocato in maniera intelligente. Loro non hanno rubato nulla, ma credo sia corretto affermare che noi avremmo meritato maggiormente i tre punti».

E ancora: «Abbiamo impedito ai danesi di fare gioco, di costruire occasioni. Praticamente non abbiamo corso pericoli, mentre loro ne hanno corsi parecchi. Anche qui, Schmeichel si è dimostrato all’altezza della situazione. Non a caso è un portiere di classe mondiale. Eppure, noi abbiamo peccato una volta di più di concretezza. Dobbiamo assolutamente migliorare la nostra resa offensiva».

Che dire, invece, del gol incassato? «Avremmo dovuto agire in anticipo, in maniera preventiva. Se due o tre elementi fossero rientrati assieme ai difensori, la Danimarca non avrebbe segnato». La rete di Poulsen, guarda caso, è caduta ancora nel finale di partita. Sta diventando una brutta abitudine. «Ma non credo avessimo paura o, addirittura, pensassimo di subire gol. È stata semplicemente una lettura sbagliata di una situazione. Per questo dico che avremmo dovuto agire in anticipo. Non siamo stati abbastanza concentrati».

La situazione nel girone di qualificazione si è complicata ulteriormente. Ma la Svizzera, con tre vittorie nelle ultime tre partite, accederebbe direttamente agli Europei. Indipendentemente da cosa faranno Irlanda e Danimarca. «Calcoli io non ne faccio” conclude Petkovic. “So solo che dobbiamo battere l’Irlanda martedì, per dimostrare che ci siamo e che questo è stato un incidente. Spero in un pubblico caldo, come quello che ha spinto oggi la Danimarca».

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