Petkovic: «Il mio futuro? C’è tempo per parlarne»

Le reazioni

L’allenatore della Svizzera andrà in scadenza dopo gli Europei, ma allontana voci e speculazioni circa il suo rinnovo – Pierluigi Tami: «C’è la volontà di andare avanti da parte nostra, ma bisognerà vedere se le sue motivazioni saranno le stesse»

Petkovic: «Il mio futuro? C’è tempo per parlarne»
L’allenatore della Svizzera Vladimir Petkovic. ©Keystone/Anthony Anex

Petkovic: «Il mio futuro? C’è tempo per parlarne»

L’allenatore della Svizzera Vladimir Petkovic. ©Keystone/Anthony Anex

Missione compiuta. Euro 2020, arriviamo. Sì, la Svizzera può gioire per l’accesso all’ennesimo grande torneo. Solo un paio di mesi fa non era poi così scontato. Con un finale di eliminatorie in crescendo, la squadra di Vladimir Petkovic ha però fatto valere lo status di favorita del gruppo D. Sì, perché alla scontata, ma necessaria vittoria di Gibilterra è seguito a stretto giro di posta il pareggio della Danimarca in Irlanda. I risultati perfetti, che hanno proiettato la Nazionale in testa alla classifica, allontanando lo spauracchio della terza, insidiosissima fascia ai sorteggi del 30 novembre.

Un domani incerto

Successo scontato, dicevamo. All’ombra della Rocca i tasselli delle puzzle sono invero andati a loro posto con un certo ritardo. Al fischio finale il tabellone posto dietro i bizzarri piloni della luce del Victoria Stadium (fissati a dei bidoni dell’acqua) indicava infatti 1-6. Già, la simpatica formazione di casa è riuscita a bucare la rete di Sommer. È successo, nell’incredulità generale, a un quarto d’ora dal termine, con l’impavido Styche a mettere dentro il provvisorio 1-3. Una piccola macchia, che sommata a un primo tempo tutto fuorché esaltante è però stata cancellata dal doppio traguardo colto da Xhaka e compagni. «Sapevamo di Irlanda e Danimarca. Me lo sentivo che avrebbero pareggiato e siamo contenti di chiudere al primo posto il girone» ha dichiarato a fine match un soddisfatto Vladimir Petkovic. Nonostante alcune fasi dell’incontro a balbettare calcio, il ct ha anche ricevuto riscontri importanti da alcuni elementi delle cosiddette seconde linee. «Itten? La sua è una bella storia. Ha colto al volo l’opportunità. Ha ampi margini di miglioramento. Sta facendo ottimi passi però. Spero continui così. Sono orgoglioso di lui e della mia squadra» ha indicato Vlado, commentando la doppietta con cui l’attaccante del San Gallo – al terzo centro in due apparizioni – ha trascinato i suoi al successo. Già, ma come per la punta elvetica anche a Petkovic appartiene il futuro della nostra Nazionale? «Mancano tanti mesi agli Europei, sono una vita nel calcio. C’è tutto il tempo per pensare e parlare del mio rinnovo» ha tagliato corto il diretto interessato, rimandando speculazioni ed eventuali intese. A sbilanciarsi maggiormente è quindi stato il direttore delle nazionali Pierluigi Tami: «Il futuro? Lo discuteremo con Vlado. Ha meritato questo risultato. Ho potuto appurare in questi mesi con quanta serietà lavora. Nelle prossime settimane ci chineremo sul tema rinnovo. Bisognerà capire cosa vorrà fare Petkovic. Noi siamo contenti di lui e c’è la volontà per andare avanti assieme. Bisognerà capire se le sue motivazioni sono le stesse».

«Non è stato facile»

Musica del futuro, insomma. A farsi spazio ieri sono dunque stati i festeggiamenti. «Siamo contentissimi» ha confermato Loris Benito, tra i protagonisti in positivo della sfida. «All’inizio non è stato facile: il sintetico, il ritmo, loro molto bassi. Ma è andata e siamo soddisfatti. Siamo felici anche per il primo posto. Le nostre qualificazioni non sono state perfette, pazienza. Ora è tempo di gioire».

Già, a Gibilterra come nell’arco del 2019 la Svizzera è stata tutto fuorché perfetta. Alcune risposte positive sono comunque arrivate. Detto del promettente Itten, anche Vargas ha mostrato buone cose sul piano della fantasia e del dinamismo. Pregi, questi, dei quali la Nati avrà maledettamente bisogno in giugno, a spasso per il continente. Europei, arriviamo. Non è tuttavia ancora chiaro se con delle solide credenziali (leggasi: squadra da quarti di finale) o se con una selezione in perdita di velocità.

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