Calcio

Problema ultrà: e adesso cosa fare?

Interrotta la partita tra Sion e Grasshopper di sabato sera - Ora occorrono delle risposte da parte dei vertici del calcio svizzero

Problema ultrà: e adesso cosa fare?
(foto Keystone)

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Quanto accaduto ieri sera a Sion mantiene viva una problematica che i vertici del calcio svizzero proprio non riescono a risolvere. Vertici che ora sono spalle al muro.

I fatti, prima di tutto. La partita tra la squadra vallesana e il Grasshopper è stata infatti interrotta dall’arbitro Tschudi a causa delle intemperanze messe in scena dai «tifosi» zurighesi. Con la squadra di casa in vantaggio per 2-0, la curva del GC si è infiammata, costringendo il direttore di gara a fermare il gioco una prima volta al 32’ e quindi a mandare tutti negli spogliatoi, in maniera definitiva, dopo la pausa. Impossibile giocare sotto il lancio continuo di oggetti incandescenti da parte dei supporter zurighesi.

Le conseguenze. Con ogni probabilità al Sion verranno attribuiti tre punti a tavolino. D’accordo, ma non è questo l’argomento centrale. Cosa si può fare per evitare una volta per tutte simili comportamenti negli stadi svizzeri? Christian Constantin, presidente dei vallesani, suggerisce di impedire le trasferte ai tifosi della squadra in trasferta: «È stato tentato di tutto per impedire questi incidenti. Invano». Stephan Anliker, numero uno del GC, sui gravi fatti di ieri: «Sembravano delle bestie selvagge. Ciò che è accaduto questa sera è una catastrofe non soltanto per il Grasshopper, bensì anche e soprattutto per il calcio svizzero. Bisogna agire». Già, ma come? La palla ora è nelle mani della SFL.

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