Calcio

Quando Lugano tifa Basilea, Renzetti: «Ora viene il difficile»

La vittoria della Coppa da parte dei renani accende la volata per il terzo posto: «A Neuchâtel non sarà facile»

Quando Lugano tifa Basilea, Renzetti: «Ora viene il difficile»
Sabbatini e Renzetti. (Foto Keystone)

Quando Lugano tifa Basilea, Renzetti: «Ora viene il difficile»

Sabbatini e Renzetti. (Foto Keystone)

LUGANO - Angelo Renzetti ha approfittato del fine settimana dedicato alla finale di Coppa Svizzera per staccare un po’ la spina da Cornaredo e dintorni. A Pescara, il patron bianconero ha potuto tirare il fiato in vista delle ultime due partite di campionato. Una settimana di passione, ecco cosa si appresta a vivere il popolo luganese. Prima lo Xamax, mercoledì, poi il Grasshopper retrocesso. Una sola missione: mantenere il terzo posto in classifica (ri)guadagnato giovedì sera contro il San Gallo. E poi, festeggiare il terzo posto sinonimo - dopo la vittoria del Basilea a Berna contro il Thun - di gironi di Europa League. «Ho visto la finale sull’Ipad» ci dice Renzetti, intercettato in auto sulla via del rientro in Ticino. «È stata una partita tirata. Diciamo che il Basilea si è limitato al compitino, ha vinto grazie alla al mestiere, all’esperienza. E Xhaka ha annullato Spielmann». Al di là degli aspetti tattici, sempre cari a un presidente che vive e respira il calcio a 360 gradi, il Lugano è a un passo dalla seconda impresa in pochi anni. «Sì, ma non sarà evidente» spiega il numero uno del club bianconero. «Dobbiamo conquistare due successi prima di poter cantare vittoria. Per il momento abbiamo il destino nelle nostre mani, tuttavia è un destino a dir poco complicato. Il match che mi spaventa di più è quello di mercoledì alla Maladière. Lo Xamax ha disputato un grandissimo girone di ritorno, un po’ sulla falsariga del nostro. Hanno ancora la possibilità di evitare il nono posto e dunque lo spareggio contro la retrocessione. Va da sé che mercoledì daranno tutto per riuscire a batterci. Inoltre giocheremo sul sintetico, una superficie che non amiamo particolarmente».

A Neuchâtel, poi, mancherà Gerndt, squalificato. «La sua assenza potrebbe farsi sentire, sì» ammette Renzetti. «Abbiamo le armi per sostituire lo svedese, penso a Sadiku. Ognuno, però, dovrà tirare fuori il massimo. Ripeto, sarà una sfida durissima. Per il Lugano è senza dubbio la partita più importante dell’anno. E questo aspetto rischia di metterci tantissima pressione addosso. Tutta questa euforia attorno al terzo posto un po’ mi spaventa. Non abbiamo ancora conquistato nulla». Piano con i proclami, quindi. Ma se non fosse Europa League dai gironi? «Vorrà dire che disputeremo le qualificazioni» aggiunge Renzetti. «In quel caso, c’è la concreta possibilità di poter utilizzare Cornaredo. Il quarto posto resta comunque un traguardo lusinghiero».

In caso di terza piazza, invece, le partite casalinghe di Europa League dei bianconeri potrebbero venir disputare a Lucerna (come nel 2017), a Berna o – come si vocifera – a Sciaffusa. Per concludere, Renzetti fa un’altra considerazione. «Lo Xamax è forse il peggior avversario che potevamo affrontare alla penultima di campionato» le sue parole. «Una volta passata quella burrasca, e sperando in un risultato favorevole, dovremmo avere vita più facile. Il Grasshopper in questo momento è una squadra sfilacciata, un po’ abbandonata a sé stessa. Le sconfitte subite dalle cavallette dopo la retrocessione ufficiale parlano chiaro, quindi non dovremmo incontrare chissà quali difficoltà. Aspettiamo di vedere cosa succederà mercoledì. Il terzo posto finale passa da quella sfida».

Parla il capitano Sabbatini: «Sono felice, abbiamo il destino nelle nostre mani»

Una finale di Coppa Svizzera vissuta a metà: prima una parte di partita davanti al televisore di casa, poi spazio alle attività in famiglia. Jonathan Sabbatini, comunque, non si è fatto sfuggire nulla. «Ho tifato Basilea, ovviamente» dice con un sorriso il centrocampista, uno dei migliori in campo giovedì a Cornaredo nella vitale vittoria contro il San Gallo. «Sono felice, adesso è davvero tutto nelle nostre mani. Il terzo posto finale e i gironi di Europa League dipenderanno esclusivamente da noi». Prima di poter dare sfogo alla gioia, però, bisogna battere il Neuchâtel Xamax. «Nel giro di pochi giorni incroceremo due avversari che tradizionalmente ci hanno spesso dato fastidio» commenta il sudamericano, ancora in attesa di rinnovare il contratto con il club bianconero. «Penso in particolare ai rossoneri. Nell’ultimo confronto diretto, non eravamo riusciti a bucare la loro difesa. Ecco, la chiave sarà quella. Riuscire a segnare un gol. Ma i motivi per essere ottimisti ci sono: la squadra di Henchoz deve assolutamente portare a casa un risultato utile, una vittoria. Di conseguenza, mi aspetto un avversario che giocherà a carte scoperte. Significa che avremo la possibilità di agire di rimessa, una situazione a noi congeniale. Contro il Grasshopper, invece, prevedo un match più semplice anche se non dovremo mai abbassare la guardia».

Per il Lugano, concludere un’altra stagione al terzo posto sarebbe un risultato incredibile. Dietro a Young Boys e Basilea, trovare la squadra bianconera fa un certo effetto. «È vero» racconta Sabbatini. «Siamo una realtà periferica, eppure riusciamo a lavorare benissimo. Penso alla licenza in prima istanza, ottenuta anche questa volta senza alcun problema. Considerando le strutture che abbiamo a disposizione, centrare per la seconda volta in pochi anni i gironi di Europa League sarebbe incredibile. Noi, in casa, non giochiamo davanti a decine di migliaia di tifosi, come accade altrove. Anzi, spesso è difficile trovare le motivazioni. Ma con poco, riusciamo a ottenere tanto anche grazie al nostro pubblico. Non sarà numeroso, è vero. Però è fedele. E questo aiuta a ottenere grandi risultati».

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