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Quella volta che il Wettingen sfiorò l’impresa contro il Napoli

Sono passati quasi trent’anni dal doppio confronto di Coppa UEFA fra gli argoviesi e i partenopei: riviviamo le emozioni di allora – VIDEO

Quella volta che il Wettingen sfiorò l’impresa contro il Napoli
Diego Armando Maradona circondato da tre giocatori del Wettingen nel match di andata. (Foto Keystone)

Quella volta che il Wettingen sfiorò l’impresa contro il Napoli

Diego Armando Maradona circondato da tre giocatori del Wettingen nel match di andata. (Foto Keystone)

ZURIGO – Il Wettingen oggi milita in Seconda Interregionale. Normale, per un club di periferia. Eppure, parliamo della stessa squadra che – quasi trent’anni fa – fece tremare il grande Napoli. Sì, avete capito bene. Una provinciale che, per un pelo, non eliminò le star partenopee dalla Coppa UEFA.

Il Wettingen conobbe un periodo di felicità assoluta fra gli anni Ottanta e i primi Novanta. Giocava (e pure bene) nell’allora Lega Nazionale A. Nel 1988 chiuse addirittura al quarto posto, qualificandosi alla successiva UEFA. Un evento.

Diego Armando Maradona viene tenuto a bada dai calciatori argoviesi. (Foto Keystone)
Diego Armando Maradona viene tenuto a bada dai calciatori argoviesi. (Foto Keystone)

Il Napoli? Era una big. Più di oggi. Uno scudetto nel 1987, mentre un altro (discusso) sarebbe arrivato nel 1990. In rosa aveva giocatori come Careca, Ferrara, Alemao. E poi c’era lui, Diego Armando Maradona. Il Wettingen si trovò di fronte tutto questo bendidio al secondo turno. Magie dell’urna. L’andata si giocò al Letzigrund, dato che il piccolo Altenburg non poteva contenere i tanti tifosi napoletani. E quella sera, nell’impianto zurighese, c’erano circa 20.000 italiani. Alcuni sborsarono 100 franchi per vedere dal vivo Maradona. I tifosi del Wettingen invece erano appena 3.000. La partita fu avara di emozioni. Anche il «Pibe» restò in disparte. Finì 0-0. La maglia del numero 10 argentino se la prese Martin Rueda, all’epoca giocatore del Wettingen e in seguito allenatore, fra le altre, dello Young Boys.

Per il ritorno il club argoviese fece le cose in grande. Un socio sostenitore si occupò del viaggio, permettendo alla squadra di raggiungere Napoli con un volo privato. Nell’aria c’era una sensazione fortissima: «sì, questo avversario si può battere» ripetevano i giocatori del Wettingen. Nemmeno l’accoglienza (caldissima) all’ombra del Vesuvio spaventò gli elvetici. Va detto che quelli non erano tempi semplici: a ottobre, infatti, quattro calciatori del Wettingen attaccarono l’arbitro Klötzli al termine del match di campionato con il Sion. Germann si beccò la punizione più severa: un anno lontano dai campi.

La sintesi del match di ritorno

Al San Paolo le cose si misero bene, ad ogni modo. Il Wettingen passò al 13’ con Bertelsen; il Napoli reagì più con i nervi che con il gioco, trovando l’1-1 al 47’ con Baroni. Decisivo un rigore (diciamo pure generoso) firmato da Mauro al 74’. «Ma è inutile parlare di quel rigore» ricorda Rueda. Vero, gli argoviesi si crearono diverse chance per raddoppiare. Fallendone due in maniera davvero goffa.

La quasi impresa al San Paolo, per certi versi, fu l’inizio della fine per il Wettingen. Retrocesso in B nel 1992, appena un anno più tardi il club andò incontro al fallimento. Il presidente, Hubert Stöckli, finì benzina e sogni.

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