Verso Euro 2020

«Questa Georgia sa giocare a calcio»

Vladimir Petkovic non si fida dell’avversario e avverte la Svizzera: a Tbilisi servirà una prestazione super – «Le assenze non mi preoccupano, a patto che la squadra nell’insieme dia qualcosa in più» afferma il commissario tecnico – Il VIDEO dell’allenamento

«Questa Georgia sa giocare a calcio»
Vladimir Petkovic immortalato alla Dinamo Arena di Tbilisi. (Foto Keystone)

«Questa Georgia sa giocare a calcio»

Vladimir Petkovic immortalato alla Dinamo Arena di Tbilisi. (Foto Keystone)

TBILISI Dopo il Mondialaccio russo chiusosi con la solita eliminazione agli ottavi e l’esaltante percorso in Nations League, la Svizzera si appresta a vivere un’altra avventura. A pieni polmoni e con rinnovato entusiasmo. Di più, con la consapevolezza di essere una nazionale esperta, navigata e in definitiva forte. Sicuramente più forte della Georgia, primo avversario di queste qualificazioni ad Euro 2020 che vedranno i nostri affrontare anche Danimarca, Irlanda e Gibilterra. Terminare il girone fra i primi due è un obbligo, se non addirittura una formalità.

Il morale nello spogliatoio elvetico è ai massimi storici, al netto delle assenze annunciate (tre, tutte pesanti: Seferovic, Shaqiri e Mehmedi) e delle dichiarazioni da pompiere di Vladimir Petkovic. «Stiamo bene» racconta in ogni caso il commissario tecnico. Verissimo, lo hanno dimostrato – a livello di club – molti elementi della selezione. Negli ultimi mesi hanno giocato, segnato e inciso. Per alcuni, è stata la vittoria di novembre sul Belgio a rilanciare le quotazioni dei giocatori rossocrociati. «Non credo ci siano collegamenti diretti con quella prestazione, per quanto ottima» sottolinea Petkovic. «I ragazzi hanno mantenuto la forma nel tempo. E questo è soltanto merito loro. Forse, è vero, la sfida contro i belgi ha dato loro un input positivo. Io, in ogni caso, sorrido. Ho a disposizione una squadra in piena salute al di là degli infortunati».

Appunto. Come farà la Svizzera senza Seferovic, Shaqiri e Mehmedi? «Non è un problema insormontabile ai miei occhi» replica il mister. «È chiaro che la squadra, nel suo insieme, dovrà dare quel 5-10% in più per compensare gli assenti. Sarà necessario essere sul pezzo per novanta minuti e oltre».

A incuriosire i tanti giornalisti georgiani, in particolare, è una recente dichiarazione di Petkovic. Il commissario tecnico degli elvetici aveva definito la Georgia un misto fra Russia e Brasile.

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L’allenamento della nazionale rossocrociata a Tbilisi.

«Avevo fatto questa analisi perché, in effetti, il nostro prossimo avversario presenta elementi di entrambe le scuole. C’è la fisicità dei sovietici, ma ho notato anche una certa bravura nel giocare il pallone. D’altronde mi ricordo molto bene l’epopea della Dinamo Tbilisi. Era una squadra vincente proprio perché praticava un ottimo calcio».

Parlare di tattica pubblicamente – all’allenatore – non piace. È risaputo. Non a caso Petkovic ha sempre ribadito un concetto a lui caro: «Più che il modulo, contano l’atteggiamento e l’interpretazione». Ecco, se prendiamo i Mondiali russi o i primi venti minuti di novembre contro il Belgio ci accorgiamo che la Svizzera è spesso mancata sotto questo aspetto. Ad esempio, è andata sotto nel punteggio più volte. «Il lavoro svolto nel suo insieme è buono» dice ancora il commissario tecnico. «Non ritengo che abbiamo avuto problemi di concentrazione, né contro le grandi né contro le cosiddette piccole».

La Georgia, ranking FIFA alla mano, indubbiamente fa parte delle cenerentole del pallone. Petkovic però non si fida troppo delle etichette: «Loro sono una nazionale aggressiva, con degli attaccanti capaci sia di giocare in profondità sia di restare sul corto. A metà hanno buoni palleggiatori. In più sono grossi. Imposteranno la partita sulla difensiva, starà a noi farli uscire dal guscio». Di sicuro, le assenze citate non freneranno la Svizzera. Almeno stando alle parole del condottiero: «Non siamo una squadra che specula o entra in campo impaurita perché mancano alcuni tasselli. Come detto prima, dovremo compensare con lo spirito di gruppo. Io vedo anche delle possibilità: chi finora ha giocato meno può mettersi in mostra».

Anche Stephan Lichtsteiner, tornato alla ribalta dopo una lunga assenza dal giro, conferma le parole di Petkovic: «La Georgia è un’ottima squadra e non va sottovalutata. E poi giocheremo in casa loro, davanti ai loro tifosi. Saranno ancora più motivati e pericolosi rispetto al solito». Dal canto suo, Yann Sommer rassicura: «Sappiamo tutto dei nostri avversari, saremo come sempre preparati. Cercheremo di lavorare sui loro punti deboli, nella speranza che poi perdano le loro certezze».

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