Qui le sorprese ci sono sempre!

Vietato ai minori

Rubrica sul calcio a cura di Gianluca Pusterla

Qui le sorprese ci sono sempre!

Qui le sorprese ci sono sempre!

Anche oggi giornatona. In Ticino, ieri, si sono concluse le Elezioni federali 2019. Non sono mancate le sorprese. Ribaltoni, esclusioni eccellenti e tanto altro. Il PLR, per dire, per la prima volta non avrà una poltrona nella Camera Alta. Un colpo di scena mica da ridere. E ce ne sono altri, ma non ci competono e non ci addentriamo in questo sentiero difficile. Ai colleghi che mi precedono in ordine di pagine l’arduo compito. Metaforicamente parlando, però, è successo quello che più o meno succede ogni settimana nel calcio regionale. Per lo spettacolo e le emozioni, quindi, vinciamo noi, altro che ballottaggio. Nel calcio, lo sfavorito o come lo definiscono gli inglesi l’«underdog», spesso riesce a sgambettare i pronostici. Succede nei campetti nostrani, ma anche ad alto livello, ed è bellissimo.

Ma, a dire il vero, non è questo il tema di oggi. Ho preso da un annetto un cane. Si chiama Momo. Perché? Semplice. Il giorno in cui mi recai dall’allevatore Mohamed Salah segnò una tripletta. Fu quindi facile. Mohamed però non andava bene. Provate voi a richiamare un cane con quel nome. Ci metterei una vita a farlo tornare da me. Ma comunque. Quel quadrupede ha il merito di portarmi fuori di casa quando ho la voglia sotto lo zero. Ieri pioveva a dirotto. Avevo Netflix acceso, una bella coperta e un divano comodo. Lui ha però iniziato a piagnucolare e quindi sono stato costretto a indossare gli stivali e partire. Andiamo sempre nello stesso posto. Non vi dirò quale, come il più geloso dei fungiatt. Non c’è nulla da raccogliere, più che altro la mia tenuta è imbarazzante ed è meglio che non incontri nessuno. A volte canto pure e non è un bel sentire. Ma, tra un chilometro e l’altro, penso e mi vengono tante idee, buone e cattive. Spunti che poi, una volta tornato a casa al calduccio, cerco di riportarle su queste pagine. Il cane dà motivazione.

Tanti quella motivazione ce l’hanno intrinseca nella loro persona. Una voglia smisurata di battersi sul campo, colpo su colpo. Un bell’esempio per tutti gli sportivi ce lo dà Carles Puyol. Un campione, ma del lavoro. Poco talento naturale, ma tanta voglia di superarsi e migliorare. «Un giorno cambiai radicalmente il mio modo di pensare. Lasciai la scuola calcio, e cominciai a correre tutti i pomeriggi sulle colline della mia città, per far crescere la muscolatura nelle gambe. Mi ponevo degli obbiettivi. La prima volta 2 km, la settimana dopo 4 km, e così via, fino ad arrivare in cima. L’estate dopo mi prese il Barcellona». Non mollate mai, che siate un candidato o un calciatore che vuole affermarsi. Forza!

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