Renzetti e l’attesa: «I soldi? Per ora nulla»

Calcio

Il presidente del Lugano fa il punto sulla cessione del club e sulla trattativa con la cordata anglo-scozzese

Renzetti e l’attesa: «I soldi? Per ora nulla»
Angelo Renzetti, presidente del Lugano. © CdT/Chiara Zocchetti

Renzetti e l’attesa: «I soldi? Per ora nulla»

Angelo Renzetti, presidente del Lugano. © CdT/Chiara Zocchetti

«Non è arrivato niente». Anche a questo giro, la cessione del Football Club Lugano resta nel limbo. A dirlo è il presidente bianconero, Angelo Renzetti. «I soldi, mi hanno garantito, sono stati inviati. Ora bisogna capire se arriveranno». Già, la trattativa non può passare al capitolo successivo se prima la cordata anglo-scozzese non dimostrerà la sua «volontà a comprare». E comunque, ci tiene a precisare il patron, «di vincolante non c’è niente. Se questi soldi arrivano, allora si può parlare di contratti. Ma quei contratti devono anche soddisfarmi».

In ballo anche il Team Ticino

I soldi, dicevamo. Avrebbero dovuto arrivare il 6 dicembre, sarebbero in viaggio stando a Renzetti. Viene da chiedersi se questa ennesima cordata sia seria e motivata. «Non credo non siano seri» le parole del presidente. «Sono venuti qui diverse volte, con avvocati, per preparare l’acquisto. Dopo, è vero, uno ne ha viste e ne vede tante in questo mondo. Però abbiamo un preaccordo».

Come ha già detto più e più volte, il numero uno del club bianconero è sempre dell’idea di cedere il passo. «È chiaro, ad ogni modo, che ora è anche una questione di tempi. Non posso aspettare in eterno, ho necessità di capire visto che in ballo ci sono alcuni rinnovi con i giocatori e fra poco c’è il mercato di gennaio». Ovvero, Renzetti vorrebbe risposte sia dalla cordata anglo-scozzese sia dalle altre piste seguite, che potrebbero portare alla Roma e alla Juventus. «Ma se quelli con Roma e Juve sono dei pour parler, con questo gruppo la trattativa è ben avviata».

La questione è delicata e, va da sé, tocca anche il settore giovanile e il Team Ticino. In serata, ieri, il consorzio che raggruppa i migliori giovani del cantone si è riunito per un’altra seduta di comitato. Il punto più importante (le possibili disdette ai contratti di Massimo Immersi e dello staff) è stato congelato. Sempre Renzetti: «Un conto è se mi facessi da parte e un altro se restassi al timone del Lugano. Nel primo caso, so che Leonid Novoselskiy ha già un accordo con il gruppo anglo-scozzese per tenere il settore giovanile bianconero. Il che, di fatto, gli darebbe più libertà in seno al Team. Nel secondo, andrei avanti con il mio tentativo di riavvicinare le parti. Non è mia intenzione inasprire i toni».

Una squadra aggressiva

Intanto, Renzetti si gode un Lugano protagonista in Super League. Merito, manco a dirlo, di Maurizio Jacobacci. «Ma io ero convinto sin dall’inizio che questa rosa aveva qualità e non meritava gli ultimi posti in classifica» ribadisce il «près». «Jacobacci stesso è stato sincero con me. Già dopo due o tre allenamenti mi aveva detto che il Lugano aveva un’ottima squadra. Lui è stato bravo nel dare spazio alle seconde linee, nel riavvicinare un po’ tutti e nel dare aggressività al gioco. Non ci perdiamo più in vari fraseggi, soprattutto dietro. Non ci perdiamo più e diamo il massimo con gli uomini che abbiamo».

Il cambio in panchina, una volta di più a Cornaredo, ha dato i suoi frutti. «A noi ha sempre detto bene in effetti» conclude Renzetti. «Ha detto meno bene invece ai mister che abbiamo salutato, direi».

Tramezzani a Livorno

A proposito di tecnici, un ex Lugano ha trovato casa. Paolo Tramezzani, infatti, ripartirà dal Livorno, società di Serie B fresca di separazione con mister Roberto Breda. Ne hanno dato notizia diversi giornali e media italiani. Il «Trame» ha battuto la concorrenza di Giuseppe Pillon. Sabato al Picchi l’esordio contro il Benevento.

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