Ribelli in cerca di riscatto

Calcio

Domani (18.15) a Lucerna il Lugano di Maurizio Jacobacci, sempre senza Maric e Bottani, proverà a voltare pagina dopo il pareggio contro il Vaduz - Il tecnico cavalca l’onda: «È un bene che i giocatori fossero delusi, significa che ci tengono»

 Ribelli in cerca di riscatto
Il 58.enne dovrebbe tornare ad affidarsi alla difesa a tre, dopo aver testato quella a quattro contro il club del Principato. © CDT/Gabriele Putzu

Ribelli in cerca di riscatto

Il 58.enne dovrebbe tornare ad affidarsi alla difesa a tre, dopo aver testato quella a quattro contro il club del Principato. © CDT/Gabriele Putzu

Sette giorni. Tanto ha avuto a disposizione il Lugano di Maurizio Jacobacci - complice il weekend di «riposo» - per lasciarsi alle spalle il pareggio casalingo contro il Vaduz. Un 1-1, quello ottenuto contro il club del Principato, che aveva portato con sé qualche strascico emotivo, facendo affiorare - forse per la prima volta in stagione - anche un pizzico di nervosismo, oltre a un’evidente delusione: «Se devo essere sincero però, in realtà non lo vedo come un fattore negativo - ha affermato un po’ a sorpresa il tecnico bianconero, nella consueta conferenza stampa -. Che la squadra sia nervosa e soprattutto delusa dal risultato di settimana scorsa, è in fondo un buon segno. Significa che è viva e che ci tiene, senza lasciarsi scivolare addosso le cose, accettandole senza reagire. È un atteggiamento ribelle e a mio parere ci vuole: è giusto essere ribelli e mostrare il carattere di cui il nostro gruppo dispone».

Niente cali di concentrazione

Un carattere che, contro una squadra spigolosa come il Lucerna, servirà sicuramente. Nonostante il penultimo posto in classifica, la compagine allenata dall’ex Fabio Celestini resta infatti un cliente scomodo da approcciare, specialmente fuori casa: «Gli svizzero-centrali hanno delle qualità offensive molto importanti, quindi la nostra fase difensiva sarà cruciale. Ma attenzione, questo non significa che voglio vedere una squadra che pensa solo a coprirsi - ammonisce «Jaco» -. Dovremo essere bravi a crearci le nostre occasioni verticalizzando in contropiede, dimostrando di avere la giusta cattiveria e determinazione sotto porta».

In questo senso la settimana priva di incontri ha fornito un assist importante: «Ci ha permesso di lavorare su alcuni aspetti tattici che chiaramente, quando si gioca ogni 3-4 giorni, non si possono curare allo stesso modo. Ma al di là di questo, a fare la differenza sarà l’aspetto mentale. Dovremo essere concentrati dal primo all’ultimo minuto, altrimenti si rischia di gettare al vento punti preziosi, come accaduto nelle ultime due partite. A Basilea ci siamo fatti riacciuffare in extremis, il Vaduz invece ci ha sorpresi in entrata di confronto. A Lucerna non voglio vedere nulla di tutto questo».

Probabile ritorno alle origini

In casa Lugano la grande incognita in vista della sfida in programma domani sera alla Swissporarena - alle 18.15 e non più alle 20.30 come inizialmente previsto, a causa delle avverse condizioni meteo - è il modulo con cui Jacobacci deciderà di schierare il suo undici titolare. Dopo aver testato il famoso «piano B» contro il Vaduz (4-2-3-1), il tecnico bianconero tornerà probabilmente sui suoi passi, riproponendo il classico 3-5-2 al quale si è affidato negli ultimi mesi. In tal caso, tra i tre centrali di difesa al posto dell’infortunato Maric (che è tornato a correre, ma non è ancora pronto al rientro), potrebbe fare il suo esordio da titolare il lettone Marcis Oss: «Rappresenta sicuramente un’alternativa valida - conferma Jacobacci -. Nelle ultime due settimane si è allenato regolarmente e dunque anche dal punto di vista fisico è abbastanza pronto. In campo è molto calmo, oltre che prestante e abile nel gioco aereo. Inoltre gioca semplice ed è bravo nei passaggi lunghi. Tutti attributi che potrebbero tornarci utili, non c’è dubbio».

Chi invece non sarà della partita è Sandi Lovric, espulso nell’ultima sfida contro il Vaduz e dunque squalificato: «Dovrò un pochino ridisegnare il centrocampo, ma neanche più di quel tanto. In passato ho già sostituito Sandi a partita in corso, non credo che la soluzione che adotterò si discosterà particolarmente rispetto a quanto visto in quelle circostanze». Precedenti alla mano, sembra dunque probabile l’inserimento di Covilo davanti alla difesa, con il conseguente avanzamento di Custodio accanto a Sabbatini.

In attacco - tenendo conto delle assenze di Bottani per infortunio (problemi muscolari) e di Ardaiz per quarantena (in seguito a dei contatti con una persona che ha contratto il coronavirus) - resta aperto il ballottaggio tra Lungoyi e Gerndt, per affiancare Abubakar. Il primo sembra essere leggermente in vantaggio sul secondo, nonostante le critiche ricevute (anche da Jacobacci) dopo la prestazione offerta contro il Vaduz: «Io e lui ne abbiamo parlato già il giorno dopo. Gli ho spiegato ciò che deve migliorare e ciò che invece sta facendo nel modo giusto. Vorrei vedere un atteggiamento diverso da parte sua, specialmente durante i momenti di difficoltà. È lì che può fare ancora qualche passo avanti, perché i guizzi offensivi – come abbiamo d’altronde visto contro il Vaduz – ce li ha già. Dal canto mio sono convinto che saprà rispondere sul campo alle critiche ricevute negli ultimi giorni».

La SFL corre ai ripari

Nella giornata odierna la Swiss Football League (SFL) ha intanto comunicato di aver elaborato una proposta concreta - sottoposta ai club di Super e Challenge League - per ovviare a una possibile interruzione improvvisa dei due campionati. Nel dettaglio, il comitato della SFL suggerisce una modifica del regolamento di gioco, prevedendo - in caso di stop anticipato ai tornei - l’adozione del sistema della media punti per determinare la classifica finale. Un po’ come già deciso in National e Swiss League, sponda hockey su ghiaccio. Entro il 15 febbraio, quando è prevista un’assemblea generale straordinaria, le venti società coinvolte dovranno votare per iscritto. Sino a quel momento continuerà a valere la direttiva secondo la quale, a fare stato è la graduatoria dopo 18 turni o più disputati integralmente.

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