I nuovi acquisti

Rodriguez e Custodio: «A Lugano perché si gioca a pallone»

Entrambi ex Lucerna, entrambi convinti dal progetto tecnico bianconero – La parola agli ultimi arrivati in casa Lugano

Rodriguez e Custodio: «A Lugano perché si gioca a pallone»
Il neoacquisto bianconero Francisco Rodriguez. (Foto Keystone)

Rodriguez e Custodio: «A Lugano perché si gioca a pallone»

Il neoacquisto bianconero Francisco Rodriguez. (Foto Keystone)

Sorride. E parla già italiano, anche se ogni tanto infila un po’ di spagnolo nelle sue risposte. 23 anni, fresco di accordo biennale con i bianconeri, dice di essere a Cornaredo perché «qui si può giocare a pallone». Francisco Rodriguez ha le idee chiare. E si dice felice per questa nuova avventura.

Francisco, quali sono le sue impressioni dopo il primo allenamento?

«Sono molto, molto contento di questa opportunità. Sono arrivato a Lugano con una voglia pazzesca. I miei obiettivi? Giocare e aiutare la squadra».

Perché proprio Lugano fra le tante opzioni a disposizione?

«Ho scelto Lugano per due motivi. Uno: mister Celestini ama far giocare a calcio la sua squadra. È una cosa che cercavo, dopo l’esperienza di Lucerna. Due: c’è l’Europa League».

Martedì prossimo il club potrebbe passare di mano. Sapeva dell’eventuale cessione quando ha firmato?

«Lo sapevo, ma non ho dato importanza a questo discorso. Sono un calciatore e devo pensare solo alle cose di campo».

Al di là di cosa potrebbe succedere, che cosa darà Rodriguez al Lugano?

«Sono un elemento tecnico. Mi piace, in particolare, convergere al centro e poi servire il centravanti. Oppure fare gol, un esercizio che mi riesce piuttosto bene (23 in 178 gare da professionista, ndr). Mi definirei un numero 10, ecco».

Un fratello, Ricardo, al Milan e un altro, Roberto, in Germania all’Uerdingen. Ha chiesto loro un consiglio prima di venire a Lugano?

«No, parlo ogni giorno con entrambi ma non chiedo mai consigli particolari. In ogni caso, tutti e due sono contenti per questa mia scelta. Ricardo, poi, ancora di più visto che saremo vicini».

Come spiega le difficoltà incontrate l’ultima stagione?

«Non saprei, in allenamento davo tutto. Come sempre. Eppure in campo non mi riuscivano le cose. Ma, lo ripeto, il tipo di calcio che piace a me a Lucerna non si praticava. A Lugano sì. In Ticino le palle lunghe sono l’eccezione, non la regola».

Chi conosceva oltre a Custodio?

«Da Costa. Ho giocato con lui a Zurigo. E conoscevo anche Daprelà siccome pure lui è di Zurigo. Ma tutto il gruppo mi ha accolto benissimo».

Olivier Custodio, al centro, durante il suo primo allenamento. (Foto Keystone)
Olivier Custodio, al centro, durante il suo primo allenamento. (Foto Keystone)

Olivier Custodio ha 24 anni, dice di capire molto bene l’italiano ma poi vira sul francese. Come Rodriguez, anche lui è felice. Triennale in tasca e tanta, tantissima voglia di dare una mano al Lugano. «Sono molto soddisfatto» afferma.

Cosa significa Lugano per lei?

«Un’occasione. Posso fare un passo in avanti a livello di carriera. Conosco già l’allenatore e alcuni compagni. In più ci sarà l’Europa League. È un ambiente molto positivo e stimolante».

La presenza di Celestini è stata decisiva per la firma? Lei era il suo capitano ai tempi del Losanna.

«Sicuramente ha giocato un ruolo, ma io e il mister non abbiamo parlato prima che firmassi. Il fatto che lui sia il tecnico del Lugano è importante, ma ho scelto i bianconeri anche per altri aspetti».

Le ultime due stagioni le ha passate al Lucerna: il suo bilancio?

«Il Lucerna praticava un calcio a me non congeniale. La penso come Francisco Rodriguez. Poi ho avuto anche problemi fisici, non ero sempre al top della forma. Però ho passato due anni molto belli, conditi da momenti importanti. Direi che ho imparato parecchio, tuttavia era arrivato il momento di cambiare aria e di provare qualcosa di nuovo».

Lei è un centrocampista ma a Lucerna, e due volte pure a Losanna con Celestini, lei ha fatto il difensore. A Lugano quali abiti indosserà?

«Penso sarò più centrocampista (ride, ndr). All’occorrenza posso anche fare il trequartista come il difensore centrale. Mi metto ovviamente a disposizione».

Com’è andato il primo allenamento?

«Le prime impressioni sono ottime, c’è uno spirito di gruppo sano. C’è serenità. Mi servirà un po’ di tempo per capire e conoscere i compagni».

Sapeva della possibile cessione del club quando ha firmato?

«Sì, ho letto. Ma la cosa non mi disturba. Sono orgoglioso del fatto che Celestini e questa dirigenza mi abbiano voluto. Io ragiono pensando all’oggi. E oggi quale presidente c’è Angelo Renzetti».

Girone preferito per l’Europa?

«Di squadre ce ne sono tante. Inglesi, spagnole e via discorrendo. L’Europa è magia, uno fa il calciatore per vivere esperienze così. Vivremo il sorteggio con curiosità».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Calcio
  • 1