Calcio

Senderos: «Chiasso? Intesa immediata»

L’ex difensore della nazionale spiega al CdT i motivi che lo hanno spinto a scegliere i colori rossoblù

Senderos: «Chiasso? Intesa immediata»
Senderos in posa con la sua nuova maglia. (Foto FC Chiasso)

Senderos: «Chiasso? Intesa immediata»

Senderos in posa con la sua nuova maglia. (Foto FC Chiasso)

Philippe Senderos a Chiasso. È tutto vero. Di più, il diretto interessato non vede l’ora di cominciare. «Ho parlato con lo staff tecnico e con il direttore generale Nicola Bignotti» afferma il difensore, classe 1985. «La sfida mi è piaciuta immediatamente. I rossoblù sono una squadra giovane, con idee calcistiche che condivido. Sarà interessante fare parte di questo progetto».

Giocare in Challenge League, a 34 anni e con una lunga storia di infortuni alle spalle: non la spaventa un po’ l’idea? Avrà addosso gli occhi di tutti...

«Sì, è una sfida complicata. Ma non la temo. Non ho mai temuto niente se è per questo. E ho sempre voluto scegliere di testa mia, in base a quello che sento di poter dare a un gruppo. La mia carriera, volendo riassumere, è stata un insieme di sfide. Quando lasciai il Servette per l’Inghilterra, giovanissimo, tutti mi dicevano che non ce l’avrei fatta. Che avrei fallito. E invece il mio l’ho fatto. Amo le cose difficili. A 34 anni mi sentivo pronto per questa avventura».

Chiasso è anche una scelta di vita? Sappiamo che lei ha rifiutato offerte dalla Cina e dal Medio Oriente, va da sé più generose a livello economico.

«Sarò più vicino ai miei cari e soprattutto a Ginevra, la mia città. C’è anche questa componente, non lo nego. Ma la prima discriminante è stata il calcio. E la maniera in cui mi è stato esposto il progetto Chiasso. Con i dirigenti c’è stata un’intesa spontanea e, appunto, immediata. Non vedo l’ora di scendere in campo».

Ecco, come sta fisicamente? È già pronto a scendere in campo?

«In passato ho dovuto lottare con molti infortuni ma non ritengo di essere stato particolarmente sfortunato. Cose che capitano, nel calcio. Ad ogni modo ora mi sento bene, mi sono allenato duramente con diverse squadre mentre ero senza contratto per cui sono pronto. Ci sarà tempo fino al 21 settembre per ritrovare il ritmo partita».

Per concludere, cos’ha fatto dopo l’addio a Houston? O meglio, con chi si è allenato?

«Per un po’ mi sono allenato proprio con Houston. Poi sono stato ospite del Servette e di altri club europei. Infine sono stato pure in Medio Oriente».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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