CALCIO

Sicurezza, alto rischio a Cornaredo

Sabato 25 maggio arriva il Grasshopper – Cinque ultras esclusi dagli stadi, ma la Cantonale mette in conto di inviare per la partita un centinaio di agenti

Sicurezza, alto rischio a Cornaredo
(Foto Keystone)

Sicurezza, alto rischio a Cornaredo

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Sicurezza, alto rischio a Cornaredo

Sicurezza, alto rischio a Cornaredo

Sion, Neuchâtel e Lucerna recentemente hanno vissuto momenti di paura. L’orda di teppisti al seguito del Grasshopper ha provocato danni importanti e messo a repentaglio la sicurezza del pubblico e dei giocatori in campo. Due le partite interrotte, al Tourbillon e alla Swissporarena. I colpevoli? Sempre loro. Le immagini di quei 57 esagitati che – domenica – si sono fatti consegnare le maglie dai calciatori delle cavallette al grido «non siete degni di indossarla» hanno fatto il giro della Svizzera. Il Lugano, così come la polizia, ha segnato sul calendario una data: sabato 25 maggio. A Cornaredo, per l’ultima giornata del campionato di Super League, arriverà proprio il Grasshopper già retrocesso. Va da sé che la partita verrà considerata ad alto rischio, come ci conferma il responsabile della sicurezza del club bianconero Mauro Ottini. «Non vogliamo creare allarmismi, però sappiamo che un certo nucleo di tifosi del Grasshopper è potenzialmente pericoloso, lo abbiamo visto di recente» dice. «Da parte nostra, aspettiamo di capire cosa succederà domani a Berna e poi mercoledì prossimo a Zurigo, quando le cavallette affronteranno YB e Sion. In un certo senso, i fatti accaduti a Lucerna ci hanno fatto tirare un sospiro di sollievo. Quegli ultras scesi a bordo campo sono stati identificati, mentre la procura della città ha avviato un’inchiesta per coazione. Di riflesso, nei due match precedenti la sfida di Cornaredo quegli elementi verranno tenuti sotto stretta osservazione dalle forze dell’ordine». Per Ottini e per i tifosi luganesi, una buona notizia è arrivata questa sera dalla SFL. Grazie alle immagini video, a Lucerna sono stati identificati i tifosi più esagitati e cinque di loro sono stati da subito banditi da tutti gli stadi svizzeri per un periodo che va dai tre ai cinque anni. Da parte sua, Decio Cavallini – capo area della Gendarmeria – sa cosa aspettarsi. «Le partite contro il Grasshopper sono considerate ad alto rischio» afferma. «Metteremo in campo un dispositivo adeguato, formato da più di cento agenti. D’altra parte noi non possiamo vietare la trasferta: rappresentiamo lo Stato e di conseguenza dobbiamo garantire che una partita di calcio possa svolgersi in completa sicurezza».

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