Calcio

«Sogno l’Europa e imparo da Berbatov»

Zoran Josipovic spiega le ragioni che lo hanno spinto a salutare il Chiasso per abbracciare la Bulgaria

«Sogno l’Europa e imparo da Berbatov»
Al Riva IV Josipovic ha lasciato il segno a suon di gol. (Foto Putzu)

«Sogno l’Europa e imparo da Berbatov»

Al Riva IV Josipovic ha lasciato il segno a suon di gol. (Foto Putzu)

CHIASSO/STARA ZAGORA- Ha conquistato il Riva IV a suon di reti, ma anche grazie all’umiltà e alla professionalità mostrate partita dopo partita. Zoran Josipovic mancherà al Chiasso e Chiasso mancherà a «Zoki». «È arrivato il momento di salutarci e di dare spazio a qualcosa di nuovo e molto interessante per la mia carriera» ha spiegato l’ormai ex bomber dei rossoblù in un post su Instagram con cui si è congedato da tifosi e società. «Onestamente mai avrei però pensato di approdare nel massimo campionato bulgaro» ammette Josipovic quando gli chiediamo la genesi del suo passaggio al Beroe Stara Zagora. Perché, dunque, tentare questa avventura? «Semplice: la società mi ha presentato un progetto serio e allettante» ci spiega l’attaccante da Bansko, dove gli «Zelenite» stanno svolgendo il ritiro pre-campionato. Di offerte concrete da altri club svizzeri, Lugano compreso, non ne sono arrivate. Non solo. «A mia volta mi sono informato sul club, la sua storia e ho subito capito di aver trovato il posto ideale per fare un salto di qualità» rileva Josipovic, parlando di una realtà «molto organizzata e dotata di ottime infrastrutture». Per il 23.enne, insomma, «c’è tutto per lavorare e crescere sportivamente ma anche umanamente». Le ambizioni, per altro, non mancano. «Per due anni di fila la squadra ha sfiorato l’accesso all’Europa League, un sogno e un traguardo che torneremo a inseguire quest’anno». E per farlo Zoran potrà contare sugli insegnamenti di due leggende in Bulgaria. Sì perché il capitano del Beroe Stara Zagora è un certo Martin Kamburov, autore di oltre 230 reti in carriera. Per intenderci solo l’ex Manchester United Dimitar Berbatov ha fatto meglio in tempi recenti. «E proprio da lui potrò imparare molto, visto che è molto amico del mister e già in questi giorni si è allenato con noi» racconta, entusiasta, Josipovic. «Il primo approccio – indica – è stato positivo. Ero preoccupato di lasciare il Ticino, ma dopo due giorni di preparazione mi sembrava di far parte del club da un anno». Salutare Chiasso, riconosce comunque Josipovic, non è stato facile: «Sì, abbandonare i rossoblù è stata dura. Al Riva IV mi sentivo bene, avvertivo grande fiducia. A 23 anni era però il momento giusto per cambiare, lasciando la Svizzera e approdando in un campionato importante». Ma cosa ne pensa Zoran del nuovo Chiasso targato Maccoppi? «È bene che s’insista sui giovani, ticinesi in primis. Chiasso deve rappresentare un’opportunità di crescita una volta concluse le giovanili. Per la prossima stagione sarà cruciale partire bene».

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