Sprint per la naturalizzazione italiana, Suarez finisce nei guai

Il caso

Il calciatore uruguaiano avrebbe passato l’esame linguistico nonostante le conoscenze nettamente insufficienti dell’italiano - L’intercettazione: «Non spiccica una parola, ma deve passarlo, non gli puoi far saltare 10 milioni di stipendio»

Sprint per la naturalizzazione italiana, Suarez finisce nei guai
© AP/Andrew Medichini

Sprint per la naturalizzazione italiana, Suarez finisce nei guai

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Atterrato il 17 settembre a Perugia, Luis Suarez si era presentato ai tifosi e giornalisti presenti con cappellino, mascherina e zainetto sulle spalle. L’obiettivo del viaggio: svolgere l’esame di lingua presso l’università del capoluogo umbro, soltanto una delle numerose tappe necessarie per l’ottenimento del passaporto italiano.

Le motivazioni di una naturalizzazione a tempo record

Non è un mistero la ragione per la quale il giocatore uruguaiano abbia deciso di sottoporsi all’iter necessario per assicurarsi la naturalizzazione italiana: messo all’angolo dalle epurazioni in corso al suo Barça, il calciatore sperava di poter intavolare una trattativa con la Juventus, interessata al suo ingaggio solo nel caso in cui egli fosse riuscito, in tempi brevi, a rientrare nella categoria di giocatori «comunitaria» (in possesso di un passaporto di una nazione dell’UE). Secondo quanto riferito da «La Repubblica», la trattativa con il club torinese sarebbe tuttavia già sfumata: i tempi necessari per la naturalizzazione sarebbero infatti stati troppo lunghi ed incompatibili con quanto desiderato dalla Juventus.

L’accusa

A carico del giocatore uruguaiano, tuttavia, l’accusa di aver passato l’esame solamente grazie ad una truffa, imputazione sostenuta da diverse intercettazioni rese pubbliche dagli inquirenti.

Stando a quanto riferiscono «Il Corriere della Sera» e «La Repubblica», gli argomenti della prova d’italiano svoltasi all’Università di Perugia sarebbero stati concordati in anticipo, così come in anticipo sarebbe stato assegnato il punteggio dell’esame. Indagati, di conseguenza, anche i vertici universitari responsabili dell’esame.

I requisiti per il successo all’esame e la «supervelocità» sospetta di Suarez

Per passare l’esame, l’aspirante alla cittadinanza italiana deve dimostrare di possedere capacità linguistiche pari al livello B1 sul quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue. Il livello B1 è il primo della categoria intermedia (ognuna delle categorie A, B e C possiede un livello 1 e 2, con C2 visto come il massimo di padronanza linguistica). Chi è in possesso di un attestato B1 dovrebbe dimostrare una discreta autonomia sia sul piano orale, sia su quello scritto.

Diversi dubbi sulla legittimità dell’esame erano già sorti in alcuni osservatori nelle ore immediatamente successive, considerato che questo si era protratto su un lasso di tempo ben inferiore alla prassi (mezz’ora contro le due ore solitamente necessarie allo svolgimento). In particolare, alla luce dei fatti, assume un valore quasi profetico il commento ironico di Aldo Grasso, giornalista e professore universitario italiano, pubblicato ieri su «Il Corriere della Sera»: «Ora l’Università di Perugia può fregiarsi di un testimonial internazionale che si è graziosamente concesso ad alcuni selfie; cos’è in fondo un pezzo di carta che consentirà all’attaccante del Barcellona di accedere al diritto di cittadinanza e al passaporto comunitario? Un esame d’italiano livello B1 è pur sempre un esame, non un esame di coscienza».

Le intercettazioni

Sempre secondo quanto riportato dai giornali italiani, sono numerose le esternazioni incriminanti divulgate dagli inquirenti, intercettazioni registrate ai danni degli esaminatori e vertici universitari implicati. «Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1», avrebbe detto uno degli esaminatori. «Comunque, allora, tornando seri, hai una grande responsabilità perché se lo bocciate ci fanno gli attentati terroristici», gli avrebbe fatto eco un altro. O ancora: «Ma te pare che lo bocciamo! Oggi ho chiamato L. R. che gli ha fatto la simulazione dell’esame e abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame! Oggi c’ho l’ultima lezione e me la devo preparare perché non spiccica ‘na parola».

Il futuro del giocatore

Sfumata la pista «Juve», il passaporto comunitario avrebbe comunque fatto molto comodo al giocatore: sono molti, infatti, i club europei ad essere particolarmente interessati a giocatori che non richiedano un tesseramento da extra-comunitario. Con questa accusa di truffa nell’aria, la naturalizzazione del giocatore sembra lontana e Suarez sembra vicino alla firma con l’Atletico Madrid, club che, secondo le disposizioni particolari del campionato spagnolo, non avrebbe avuto bisogno in ogni caso della «comunitarietà» del suo passaporto.

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