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Sunderland fino alla morte - Una serie che parla di calcio e si trasforma in un horror

Otto puntate immortalano l’incredibile e inaspettata doppia retrocessione della squadra inglese, dalla Premier League alla League One

Sunderland fino alla morte - Una serie che parla di calcio e si trasforma in un horror
(Netflix)

Sunderland fino alla morte - Una serie che parla di calcio e si trasforma in un horror

(Netflix)

Un docu-reality o una serie horror? Difficile dirlo. Probabilmente entrambe le cose. Sunderland 'Til I Die (trasmesso su Netflix dal 14 dicembre) narra dall’interno degli spogliatoi e da bordocampo l’odissea vissuta dal club inglese nella stagione 2017-2018. Una stagione che doveva segnare, dopo la retrocessione in Championship, la rinascita sportiva del Sunderland con un ritorno immediato in Premier League (un po’ come avevano fatto l’anno prima “gli odiati” vicini del Newcastle). E invece quella stagione si trasforma in un incubo anche peggiore di quello vissuto l’anno prima.

Tutto inizia il 29 luglio 2017 allo Stadium of Light (lo splendido impianto da 48.700 spettatori aperto nel 1997, l’ottavo più grande d’Inghilterra). Il Sunderland affronta in amichevole il Celtic in un match che serve a testare lo stato di forma delle due squadre in vista dell’inizio dei rispettivi campionati. E in quel campionato i Black Cats partono come detto – assieme al Wolverhampton, al Fulham e all’Aston Villa – tra i favoriti, anche perché in cassa hanno ancora qualche rimasuglio proveniente dalla cessione del portiere Pickford - per trenta milioni - all’Everton. E perché sì, in fondo, «sono pur sempre il Sunderland» e dunque meritano la Premier per grazia ricevuta. Ma fin da quella maledetta partita con il Celtic (vinta dagli scozzesi 5 a 0) si inizia a capire che qualcosa non funziona. Che gli ingranaggi sono rotti. Che la squadra non gioca. Che potrebbe non essere l’anno giusto.

Qualche mese prima il presidente del club Ellis Short, in cerca di nuovi investitori, aveva permesso al produttore del documentario (Fulwell 73) di effettuare le riprese dietro le quinte durante l’intera stagione. Le telecamere avrebbero probabilmente dato fastidio a qualche giocatore, sì, ma il ritorno d’immagine sarebbe stato garantito. Ma in realtà da «promozionale» quel documentario si è inconsapevolmente trasformato in un reality capace di catturare una delle più incredibili débâcle calcistiche nella storia inglese (anche se non l’unica: un percorso analogo l’aveva compiuto per esempio tra il 2011 e il 2013 anche il Wolverhampton). Già perché alla fine - scusate lo spoiler - il Sunderland non solo non ottiene la promozione in Premier League, ma viene addirittura malamente relegato (per la seconda volta nella sua centoquarantennale storia) in League One. Condannato a giocare in campi come il Crown Ground («casa» dell’Accrington Stanley) o contro squadre tipo il Fleetwood Town, lo Scunthorpe o il Gillingham.

Un video ripreso da un tifoso all’interno dello stadio nel 2013, dopo la vittoria in un derby contro il Newcastle

Sunderland 'Til I Die è un viaggio in un incubo sportivo. L’incubo di una città e dei suoi tifosi (legatissimi alla maglia biancorossa), l’incubo dei giocatori, dei dirigenti, di tutti i collaboratori del club, degli allenatori che si sono alternati alla panchina (prima Simon Grayson e poi Chris Coleman, che l’anno prima aveva portato il Galles alle semifinali degli Europei). Ma è anche un viaggio in un calcio da incubo, in cui il denaro e i diritti tv contano più di tutto e in cui un club che in bacheca può vantare 6 titoli inglesi (ok, è vero, l’ultimo risale al 1936) può finire a un passo dalla bancarotta.

Se amate il calcio questa serie farà per voi. Se amate il calcio inglese ancora di più.

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