Calcio

Team Ticino: la ribellione granata continua

Il Bellinzona abbandona anzitempo la prima riunione del nuovo comitato a causa di una proposta del Lugano legata ai «famosi» 600 mila franchi dell’UEFA

Team Ticino: la ribellione granata continua
Sullo sfondo, al centro, il membro di comitato in quota ACB Flavio Facchin.o (Foto Putzu)

Team Ticino: la ribellione granata continua

Sullo sfondo, al centro, il membro di comitato in quota ACB Flavio Facchin.o (Foto Putzu)

Pace e Team Ticino sono due concetti in antitesi, è assodato. L’ennesima conferma è arrivata dalla prima riunione del nuovo comitato, tenutasi nel pomeriggio a Giubiasco presso la sede della Federazione ticinese di calcio. Il risultato? Un disastro, o quasi. La presidenza dell’Associazione, che raggruppa i migliori calciatori del cantone fra i 15 e i 18 anni, verrà assicurata ad interim da Angelo Renzetti, proprietario del Lugano. Enrico Giani, candidato proposto dai bianconeri e accettato di buon grado da tutti, preferisce infatti aspettare. Cosa? Che il Bellinzona sotterri l’ascia di guerra. E a fare notizia sono proprio i granata, dal momento che Flavio Facchin e Marcello Censi, i due membri in quota ACB del Team Ticino, sono usciti anzitempo di scena. Hanno lasciato la sala per protesta. «Ci ha dato fastidio l’atteggiamento del Lugano» ha spiegato Facchin. «I bianconeri sono stati arroganti. Sta prendendo forma il disegno di Novoselskiy, che vuole spianare tutto e tutti. A partire dal direttore tecnico del Team Ticino, al quale temo verrà dato il benservito per Natale. Il fatto è che in comitato non c’è collegialità. Noi, a questo punto, cosa ci facciamo lì?».

Il Bellinzona come noto è in lite con il Lugano. Su due fronti: c’è la questione dei 600 mila franchi di premio solidarietà UEFA (cifra che il Lugano stando ai granata avrebbe dovuto versare al Team Ticino, ci torneremo in seguito) e c’è l’istanza di conciliazione per i nuovi statuti, con l’appuntamento fissato in Pretura di Bellinzona ai primi di ottobre.

A fare arrabbiare i due membri dell’ACB è stata una proposta che il Lugano ha inserito, a sorpresa, fra le «eventuali». E che appunto è stata votata in assenza di Facchin e Censi, usciti anzitempo dalla sala. «Si è avverato il nostro timore» ha rilevato Facchin. «E cioè che con una maggioranza semplice e in assenza di un quorum il Lugano può fare quello che vuole».

Già, ma la proposta del Lugano inserita a sorpresa qual era? Una premessa: il vecchio comitato del Team Ticino aveva dato mandato al Bellinzona di fare causa contro il Lugano per recuperare i famosi 600 mila franchi dell’UEFA («Un presunto credito» ha ribadito Michele Campana). Soldi che per il comitato della Swiss Football League appartengono soltanto al club di Cornaredo. I bianconeri hanno quindi messo ai voti e fatto approvare la revoca del mandato, «siccome per noi non si trattava di una cessione di credito ma di un mandato all’incasso» ha sottolineato ancora Campana, direttore generale del Lugano.

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