Team Ticino: perché non c’è mai pace per i nostri ragazzi?

Calcio

Cause legali e litigi, adesso una lettera dell’Associazione svizzera di football «contro» il Lugano – Il movimento giovanile nel nostro cantone è ancora pieno di ombre – Fulvio Biancardi: «Attenzione a certe manovre»

Team Ticino: perché non c’è mai pace per i nostri ragazzi?
Il presidente del settore giovanile del Lugano Leonid Novoselskiy e Angelo Renzetti. © CdT/Archivio

Team Ticino: perché non c’è mai pace per i nostri ragazzi?

Il presidente del settore giovanile del Lugano Leonid Novoselskiy e Angelo Renzetti. © CdT/Archivio

Tre cause una più intricata dell’altra, uno stallo che pare durare in eterno e, adesso, addirittura una lettera firmata dal Dipartimento tecnico dell’Associazione svizzera di football (ASF) e indirizzata al Lugano. Non c’è pace nel piccolo, grande mondo del calcio giovanile ticinese. E mai ce ne sarà, viene da pensare. Di più, chissà cosa succederà questa sera quando il nuovo comitato del Team Ticino si riunirà a Cornaredo.

Metodi e filosofie

L’ASF e il Lugano da tempo si guardano in cagnesco. Un discorso di metodologie e filosofie. Quest’ultima missiva fa il paio con lo scritto datato ottobre 2018. Allora, ai bianconeri vennero bloccati i contributi Footeco poiché schierarono un numero eccessivo di calciatori stranieri. Si scatenò il caos. Stavolta, la Federcalcio elvetica ha citato non meglio precisate mancanze strutturali e – soprattutto – un’integrazione insufficiente nel partenariato di riferimento. Il rischio? Che l’ASF un domani tolga al Lugano la gestione delle formazioni FE 13 e FE14. Da Cornaredo, lunedì, è arrivata una presa di posizione forte e decisa.

Il progetto Footeco, è bene spiegarlo, è finanziato dalla Federazione e rappresenta l’anello di congiunzione fra il calcio di base e quello giovanile d’élite. È l’ultimo scalino prima di entrare nelle cosiddette Under. Il concetto da tenere a mente è uno soltanto: partenariato, appunto. È il discorso cardine dell’Associazione svizzera di football, secondo cui la formazione calcistica va condivisa. Non a caso, sono «solo» tredici i partenariati sparsi sul territorio nazionale. Uno di questi è il Team Ticino.

Ma cos’è successo?

Dunque, che è successo di così grave a Lugano? Un primo segnale si nasconde nei numeri: questa stagione, sono appena 6 (su circa quaranta) i calciatori bianconeri che hanno deciso di andare a Tenero per giocare nelle Under 15 del Team Ticino. Una decina invece i rinunciatari. Come mai hanno detto no? Bella domanda.

Altra domanda: come mai la Federazione ticinese di calcio (FTC) – il braccio dell’ASF – pur essendo a conoscenza dei problemi a livello di Footeco lo scorso luglio ha votato affinché il Lugano, di fatto, assumesse il controllo del Team Ticino? Sembrerebbe esserci una contraddizione apparente: il club faro cui, da statuto, spettano quattro membri su nove allo stesso tempo è anche quello più volte bacchettato dall’ASF per inadempienze e mancanze.

Era stato Karl Engel, allora membro di comitato in seno al Team Ticino, referente per l’ASF e membro di comitato in seno alla Federazione ticinese di calcio, a portare sul tavolo la questione Lugano/Footeco. Ma poi Engel ha lasciato la scena. E quando si è trattato di votare i nuovi statuti del Team Ticino, la FTC ha deciso di appoggiare i bianconeri e il Chiasso.

Una mossa che ha spinto il Bellinzona a entrare in guerra tramite la bellezza di tre cause: una per i famosi 600 mila franchi di contributo UEFA che i granata rivorrebbero in nome del Team Ticino (ma il Lugano, spalleggiato dalla Swiss Football League, ha risposto picche e accusato i sopracenerini di conflitto di interessi); una per annullare le decisioni prese nell’assemblea di luglio fra cui, ovviamente, il nuovo statuto del Team Ticino (si tenterà la via della conciliazione in Pretura a metà novembre); una, infine, per contrastare la decisione di revocare al Bellinzona la cessione da parte del Team Ticino del citato credito di 600 mila franchi (decisione, questa, votata in occasione dell’ultima riunione di comitato).

Manovre strane

Ma torniamo alla domanda sul ruolo della FTC. «Forse è bene ricordare che il Bellinzona era d’accordo nel dare maggior peso al Lugano in seno al Team» ha spiegato Fulvio Biancardi, il presidente della Federazione. «I granata pretendevano però un quorum mentre noi siamo ed eravamo per il 50+1. In ogni caso, ribadisco che la FTC si è garantita il diritto di veto».

Già, ma la lettera dell’ASF è motivo di preoccupazione o no? «Prima sarebbe il caso che l’ASF spiegasse cosa c’è che non va a Cornaredo. Dalla missiva non si capisce. Allargando il discorso, sono più preoccupato delle manovre attorno al Team. Non mi piacciono». La palla, ora, passa di nuovo al comitato. In riunione stasera.

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