Un’arma in più, per combattere lo spauracchio dei medici sportivi

Calcio

Al prossimo Europeo U21 le squadre potranno ricorrere a una sostituzione aggiuntiva in caso di sospetto trauma cranico - «In questi frangenti, una valutazione sbagliata rischia di provocare seri danni al giocatore» sottolinea Marco Marano

Un’arma in più, per combattere lo spauracchio dei medici sportivi
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Mal di testa cronico. Luce del sole insostenibile. Suscettibilità ai rumori. Vista annebbiata. Da oramai dieci anni, l’ex portiere dell’Ajax e della nazionale croata Joey Didulica soffre. «Dopo il 2006 la mia vita è cambiata» ha raccontato di recente, chiedendo al sindacato mondiale dei calciatori FIFPro di riportare sotto i riflettori il tema dei traumi cranici e delle commozioni cerebrali. A dare il la al calvario di Didulica, nel 2006, era stata una violenta pallonata sul volto. Un episodio gestito malissimo a livello medico. E, tre anni più tardi, fatto precipitare da una ginocchiata alla testa da parte dell’attaccante uruguaiano Luis Suarez.

In gioco, va da sé, c’è la salute di chi si lancia per colpire o bloccare un pallone. Non solo. Anche la vita. Basti pensare al caso più eclatante:...

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