«Un calcio al terrore e uno al Vaduz»

Calcio

Il Lugano di Maurizio Jacobacci prova a scacciare la pandemia e a focalizzarsi sul campionato - «Lo sport è emozione, fa bene alla gente, troviamo il modo per tenerlo in vita» afferma l’allenatore - Stabili e rassicuranti le condizioni di Angelo Renzetti - Odgaard già titolare questa sera al Rheinpark?

«Un calcio al terrore e uno al Vaduz»
©CdT/Gabriele Putzu

«Un calcio al terrore e uno al Vaduz»

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Provare a immaginare e a fare calcio. Nonostante attorno a te, una a una, si stiano sgretolando certezze e aspirazioni. Sì, il Lugano cerca di restare a galla mentre le onde, anche nel mare sportivo, cominciano a farsi minacciose. «La situazione è preoccupante» ammette Maurizio Jacobacci, espressione grave, a poche ore dalla trasferta di Vaduz. «Si parla solo di coronavirus. Restare tranquilli e focalizzati sul campionato è tutto fuorché semplice» aggiunge il mister bianconero. A maggior ragione se pure il proprio presidente è positivo. «Angelo Renzetti presenta ancora lievi sintomi febbrili, ma è stabile e tranquillo» rassicura il responsabile media Stefano Trabattoni.

Inutile comunque girarci attorno: fermare - un’altra volta - la competizione è uno scenario che alberga le menti dei pessimisti...

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