Wenger e il sogno di un’eredità in grado di cambiare il calcio

Il personaggio

A Zurigo, in una serata a lui dedicata, il responsabile dello sviluppo mondiale per la FIFA ha raccontato la sua nuova missione - L’ex tecnico dell’Arsenal è sicuro: «Gran parte delle federazioni a noi affiliate ha un vasto potenziale inespresso, dobbiamo aiutarle a sfruttarlo»

Wenger e il sogno di un’eredità in grado di cambiare il calcio
Dopo quasi 50 anni trascorsi sui campi da calcio, prima da giocatore e poi da allenatore, dal 2019 Arsène Wenger è diventato un dirigente della FIFA.

Wenger e il sogno di un’eredità in grado di cambiare il calcio

Dopo quasi 50 anni trascorsi sui campi da calcio, prima da giocatore e poi da allenatore, dal 2019 Arsène Wenger è diventato un dirigente della FIFA.

La voce è inconfondibile. L’inglese, caratterizzato da un forte accento francese, pure. Arsène Wenger non è cambiato di una virgola. Elegante e affabile, il 72.enne non ha perso l’abilità di incantare una platea. E, al netto di un ruolo oggi totalmente differente, nemmeno quella di ispirare il mondo del calcio. La panchina ha lasciato spazio alla scrivania. Gli orizzonti, per decenni ristretti a una singola realtà, si sono allargati. Il viscerale amore per il pallone, invece, è rimasto immutato. «Sono cresciuto in un piccolo villaggio alsaziano, in cui il calcio - nell’immediato dopoguerra - era molto in basso nella lista delle priorità. Chissà, forse inconsciamente è proprio lì, dove per anni il mio rapporto con questo sport si è basato solo ed esclusivamente sulla passione, che ho gettato...

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