«Xhaka? Ha sbagliato, ma è tutto risolto»

Calcio

Pierluigi Tami torna sul weekend «sbarazzino» di cui è stato protagonista il capitano della Svizzera, fra parrucchiere e nuovo tatuaggio: «La questione è stata chiarita internamente»

«Xhaka? Ha sbagliato, ma è tutto risolto»
La nazionale in viaggio verso Baku. © KEYSTONE/Alexandra Wey

«Xhaka? Ha sbagliato, ma è tutto risolto»

La nazionale in viaggio verso Baku. © KEYSTONE/Alexandra Wey

Baku, ci siamo. L’avventura della Svizzera è cominciata. Euro 2020, d’altronde, è alle porte. Sabato, nella capitale dell’Azerbaigian affacciata sul Mar Caspio, ci sarà la prima partita contro il Galles. Un test importante, se non importantissimo. La squadra del commissario tecnico Vladimir Petkovic ha viaggiato da Kloten alla sua prima sede del torneo itinerante a bordo di un volo speciale Swiss (LX 8800). Oltre tremila i chilometri percorsi. Sole e 25 gradi all’atterraggio.

La Nazionale ha subito preso possesso del Bilgah Beach Hotel, struttura a cinque stelle. Martedì, alle 17.00 locali, ci sarà invece il primo allenamento in vista dell’esordio. «Tutto è andato bene» ha confidato il direttore delle squadre nazionali Pierluigi Tami. I test rapidi e PCR effettuati domenica, per fortuna, sono risultati tutti negativi. Nessun caso Busquets, dunque, come è successo in Spagna. Il medico della squadra, Martin Malek, ha spiegato che il 90% della delegazione ha già ricevuto almeno la prima dose di vaccino o, in alternativa, ha già fatto la COVID-19. Tradotto: «Questa percentuale ci dà estrema sicurezza» afferma Malek. «È molto improbabile che al nostro interno si sviluppi un focolaio».

Spazio, ovviamente, anche alle polemiche. Petkovic, come noto, aveva lasciato il weekend libero ai giocatori. Ma, allo stesso tempo, aveva chiesto rigore a livello di comportamenti. Il capitano Granit Xhaka, tuttavia, si è recato dal parrucchiere e in seguito si è concesso un nuovo tatuaggio. Riportando le sue attività non proprio a rischio zero sui social media. «È stato un errore» ha tagliato corto Tami. «Ma la questione è stata chiarita internamente». Ora, insomma, spazio allo sport.

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