Faivre oro, Odermatt flop

Sci alpino

Il gigante del nidvaldese è durato quaranta secondi: «È il giorno più duro della mia carriera»

Faivre oro, Odermatt flop
Così è finito il gigante di Marco Odermatt.

Faivre oro, Odermatt flop

Così è finito il gigante di Marco Odermatt.

Faivre oro, Odermatt flop
La gioia di Mathieu Faivre e di Luca De Aliprandini, oro e argento in gigante.

Faivre oro, Odermatt flop

La gioia di Mathieu Faivre e di Luca De Aliprandini, oro e argento in gigante.

Faivre oro, Odermatt flop

Faivre oro, Odermatt flop

Giornata nera per gli elvetici ai Mondiali. Doveva essere il gran giorno di Marco Odermatt, ma il nidvaldese è uscito di scena già nella prima manche dopo una quarantina di secondi. Il suo messaggio? «È il giorno più duro della mia carriera, ma presto tornerò. La giornata è stata difficile per me e per tutta la squadra elvetica. Tutti potevamo lottare per le medaglie». Eliminati anche Justin Murisier e Gino Caviezel. Le nostre speranze erano così riposte su Loïc Meillard, che sognava una terza medaglia dopo i due bronzi nella combinata e nel contestato parallelo di martedì. Di fatto era alla sua portata, ma il neocastellano si è dovuto accontentare di un 5. posto. Un buon risultato che non fa storia.

La «Marsigliese»

A scrivere la storia è invece stato Mathieu Faivre, che è andato a prendersi il suo secondo oro a Cortina. Già campione del mondo nel parallelo, ha rubato la scena al connazionale Alexis Pinturault, che sembrava lanciato verso il suo primo trionfo iridato. Invece no. Anche lui, il migliore sul primo tracciato, è uscito di scena. Sentimenti contrastanti in casa Francia: ride (o piange Faivre, si dispera il fenomeno di Courchevel, vincitore delle ultime tre prove tra le porte larghe in Coppa del mondo. E pensare che Alexis avrebbe dovuto amministrare un vantaggio superiore al mezzo secondo (0’’58). L’inno annunciato era la «Marsigliese». E questa è una consolazione per la squadra transalpina.

Mezzo secolo dopo Killy

Per la Francia, dicevamo, è un oro storico. L’ultimo ad averlo ottenuto era infatti stato il mitico Jean-Claude Killy nel 1968 a Grenoble. Si trattava, a dirla giusta, di un oro olimpico, che però secondo il regolamento di allora, valeva anche quale titolo mondiale. Oltre mezzo secolo dopo è dunque arrivato il giorno del riscatto, grazie a un atleta che aveva ottenuto i suoi migliori risultati un paio di stagioni fa, prima di dovere fare i conti con una sorta di crisi mentale. Che Faivre fosse in forma, lo aveva comunque già mostrato pochi giorni fa, assicurandosi con merito la gara delle polemiche. Anche ieri Faivre ha disputato due manche solide, senza grossi errori, tanto da chiudere davanti a Luca De Aliprandini (argento a 0’’63) e all’austriaco Marco Schwarz (bronzo a 0’’87). Il forte Filip Zubcic, pure annunciato tra i favoriti, è rimasto escluso dal podio (4. a 1’’59) davanti al nostro Meillard, ch ha accusato 1’’77 di ritardo dal vincitore. «Si va aiMondiali per cercare le medaglie - ha detto il neocastellano - . È chiaro che sono un po’ deluso. Ma lo sono soprattutto per gli sci. La scelta dei materiali stavolta era fondamentale. Non ho mai trovato le giuste sensazioni. Non ho insomma mai capito come dover affrontare questo tipo di neve, che era molto diversa rispetto a quella di alcuni giorni fa».

Il Mondiale di Loïc è però lungi dall’essere concluso. «Ho un giorno di riposo davanti a me. Cercherò di recuperare energia in vista dello slalom di domenica. E domani (ndr: oggi per chi legge) ne approfitterò per andare a sostenere mia sorella Mélanie».

Sorride Michelle Gisin

Se, nel bene e nel male, è stata la grande giornata della Francia, anche l’Italia ha avuto il suo protagonista. All’oro di Marta Bassino vinto nel parallelo, si è aggiunto l’argento di Luca De Aliprandini, amico del cuore di Michelle Gisin. E la prima a rallegrarsi di risultato strepitoso è stata proprio l’obvaldese: «Sono felicissima. Luca ha sciato benissimo ed è stato capace di tenere i nervi saldi. Ha aggredito la pista ed è arrivato un risultato che inseguiva da tempo. «È vero - ha detto l’azzurro -. Questa è una giornata speciale. Vincere l’argento a Cortina era solo un sogno. Tante volte ho sciato bene in Coppa del mondo, ma in generale non riuscivo a chiudere due manche come avrei voluto. Stavolta ci sono riuscito. Dirò di più. Spero che questo argento sia da stimolo anche per Michelle, che ha staccato il bronzo in combinata e che ha commesso un errore nella prova tra le porte larghe compromettendo la sua gara. Insomma, chissà che dopo il suo bronzo e il mio argento non arrivi .....». Non l’ha detto, forse per scaramanzia, Luca De Aliprandini. Ma ha lanciato il suo bel messaggio d’amore».

I Mondiali si avviano alla conclusione. Ma ci sono ancora due titoli da assegnare, quelli degli slalom. Oggi è il turno delle donne, domani quello degli uomini. I dirigenti di Swiss Ski sognano di poter chiudere la rassegna iridata con un medagliere in doppia cifra. È realizzabile? Sulla carta diremmo sì.

In campo femminile ci sono due frecce al nostro arco: Michelle Gisin e Wendy Holdener. La prima (bronzo in combinata ma solo 11. in gigante) cerca il riscatto. Il suo primo successo in questa disciplina in Coppa del mondo era arrivato a Semmering tra Natale e Capodanno. Il podio si può sognare, ma francamente sarà difficile puntare all’oro. Anche Wendy, terza nell’ultimo slalom a disputato a Flachau, ha le carte in regola per far bene. Non figura nel gruppetto delle favorite e questo potrebbe forse essere per lei un vantaggio. Le altre due rossocrociate in gara sono Camille Rast e Mélanie Meillard. Da loro si attende una buona prova, ma non si può certo pretendere l’impossibile. I nomi più gettonati per la conquista delle medaglie sono in definitiva tre: Mikaela Shiffin, Petra Vlhova e Katharina Liensberger. L’americana va a caccia del suo quinto titolo consecutivo tra le porte strette. La slovacca non ha ancora trovato le migliori sensazioni a Cortina, ma vuole chiudere il Mondiale con il metallo più prezioso. Attenti però all’austriaca, che pur non avendo mai vinto in Coppa del mondo, è una delle ragazze più in forma del momento. Lo testimoniano tre secondi posti consecutivi.

E gli uomini? La battaglia si annuncia più aperta. In questa stagione si sono imposti in sette e due di questi (Marco Schwarz e Henrik Kristoffersen) hanno centrato due successi a testa. Forte dell’oro in combinata e del bronzo in gigante, l’austriaco può partire più sereno. Gli altri acuti stagionali sono arrivati dal vallesano Ramon Zenhäusern (vicecampione olimpico), da Clément Noël, Linus Strasser, Manuel Feller e Sebastian Foss-Solevaag. Noi puntiamo sul gigante di Bürchen e su Luca Aerni, pure capace di disputare manche straordinarie. Daniel Yule, fantastico nella scorsa stagione, ha faticato in questo inverno. Lo si è però preferito a Sandro Simonet e Tanguy Nef. Il quarto uomo è Loïc Meillard, l’unico dei rossocrociati che è riuscito ad arrivare in fondo al gigante. Con già due medaglie di bronzo al collo potrà sciare tranquillo.

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