Ambrì, ultima notte di Champions

Hockey

Luca Cereda sull’ormai inutile sfida della Valascia con il Banska: «Vogliamo onorare l’impegno fino in fondo»

Ambrì, ultima notte di Champions
Stasera i leventinesi abbandoneranno il casco giallo della Champions © CHL/Andrea Branca

Ambrì, ultima notte di Champions

Stasera i leventinesi abbandoneranno il casco giallo della Champions © CHL/Andrea Branca

«Sì, è andata male», dice Luca Cereda. La partita di stasera contro il Banska Bystrica (Valascia, ore 19.45) non avrà alcun impatto sulla classifica del Gruppo G di Champions League. Per prendersi il destino nelle mani, ieri l’Ambrì Piotta ha tifato Red Bull Monaco, sperando in un loro successo a Karlstad, in casa del Färjestad. Dopo un inizio promettente (vantaggio tedesco al 10’), gli svedesi hanno ribaltato la situazione, imponendosi 3-1. A passare agli ottavi insieme ai bavaresi – già certi del primo posto dopo la quinta giornata – sono gli scandinavi.

Il tecnico dei leventinesi ha guardato tutta la gara: «Nessuno può accusare il Monaco di scarso impegno. Ha fatto la sua partita, ma nel secondo tempo è stato schiacciato. I Red Bull hanno comprensibilmente lasciato a riposo alcuni dei titolari, visto che già domani avranno un big match di campionato. Ma hanno lottato».

Concludere al meglio

La Valascia si appresta a vivere una serata strana, ma i biancoblù onoreranno il torneo fino alla fine: «Vogliamo chiudere bene questa bella esperienza, facendo altri passi avanti», afferma Cereda. «Affronteremo l’ultima gara con rispetto: per la competizione, per i tifosi e per il nostro club. In mattinata decideremo quale formazione schierare. Potrebbe essere una buona occasione per dare spazio a chi ha giocato meno. O per provare delle nuove combinazioni. Vedremo, non ci abbiamo pensato».

Lezioni dal continente

L’Ambrì Piotta saluterà l’Europa con un bel bagaglio di esperienze: «Abbiamo affrontato tre squadre forti in partite vere, imparando tanto a livello di malizia e di mestiere. Prendiamo il Monaco: ieri, osservandolo in Tv, ho capito che è abituato a vincere. Nonostante un line-up rimaneggiato, ha disputato una buona partita, giocando con serenità».

Le lezioni non finiscono qui: «Abbiamo allargato i nostri orizzonti, scoprendo altre realtà, altri tipi di gioco. Come club, poi, abbiamo capito cosa significa organizzare delle lunghe trasferte, oppure soddisfare le richieste della CHL. Siamo anche riusciti a coinvolgere i nostri tifosi in trasferta, un aspetto molto positivo».

La Spengler è ancora lontana

All’orizzonte c’è già un altro appuntamento internazionale: la Coppa Spengler. «Da qui alla pausa per le nazionali ci restano sette partite di campionato e una di Coppa. Sarà un periodo intenso, con poco tempo per pianificare a medio-lungo termine. Alla Spengler inizieremo a pensare durante la sosta», spiega Cereda.

La sfortuna di Zwerger

Fino a metà novembre, Cereda dovrà fare a meno di Zwerger: «Perdiamo un elemento prezioso, ma dispiace soprattutto per lui. Dopo una preparazione estiva complicata, Dominic era in chiara crescita. In questi momenti bisogna unirsi ancora di più: squadra, staff, dirigenza e tifosi. Se ci riusciremo, ne usciremo più forti. Altrimenti faremo fatica».

Inno svedese per il Berna

Zugo, Bienne, Losanna e Berna hanno tutte superato il turno. A Grenoble, dove hanno vinto 3-1, gli Orsi sono stati accolti dall’inno... svedese.

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