Bertaggia: «Ho bisogno di nuovi stimoli, Ginevra la scelta giusta»

Hockey

L’attaccante bianconero spiega la sua decisione di lasciare il Lugano a fine stagione per trasferirsi al Servette

Bertaggia: «Ho bisogno di nuovi stimoli, Ginevra la scelta giusta»
© CdT/Gabriele Putzu

Bertaggia: «Ho bisogno di nuovi stimoli, Ginevra la scelta giusta»

© CdT/Gabriele Putzu

Il tormentone è finito, ora è arrivata l’ufficialità: a fine stagione Alessio Bertaggia lascerà il Lugano. L’attaccante ha firmato un contratto di cinque anni con il Ginevra Servette. È e sarà un addio senza polemiche, da parte del figlio d’arte: «Ho sentito - spiega - che era giunto il momento di vivere una nuova esperienza. Mi si è presentata questa occasione e ho deciso di coglierla. E ne sono molto contento. Se c’erano offerte anche da parte di altre squadre? Qualcosa c’era (sorride, NdR), ma non è il caso di parlarne adesso che ho fatto la mia scelta».

Va bene così
Non accetta però, Bertaggia, le speculazioni «finanziarie» uscite in questi giorni. Non se ne va per denaro, insomma: «Vi assicuro che il lato economico non c’entra nulla con la decisione di passare al Ginevra. Lo ripeto: avevo bisogno di nuovi stimoli, di imboccare un’altra via. Va bene così, insomma».

Va bene così, come cantava Vasco Rossi. Fatto è che il Lugano perde un giocatore che fa parte del giro della nazionale - alla sua ottava stagione consecutiva in maglia bianconera - e che lo scorso anno era uno dei capitani bianconeri. Chris McSorley ha affermato che non poteva affidare un ruolo più importante a Bertaggia. L’attaccante ticinese accetta le parole del tecnico con serenità: «Io non ho mai chiesto nulla, ho sempre solo cercato di dare il cento percento e lo farò sempre. Vorrei che tutti si rendano conto che fino al termine del campionato farò tutto ciò che posso per il bene del Lugano. Ho troppo rispetto per il club, per gli allenatori, per i miei compagni e per i tifosi. Questo è il mio pensiero».

Pensare al futuro
L’impressione è che il Lugano - rispetto per esempio a quanto fatto con Luca Fazzini e Elia Riva - non abbia fatto l’impossibile per trattenere Bertaggia alla Cornèr Arena. Ancora una volta il 29.enne non cade nella trappola: «Quella di lasciare il Lugano e di firmare per il Ginevra è stata una mia decisione. Non è stata facile da prendere, ma se guardo al mio futuro credo di aver fatto la scelta giusta». Anche perché - lo ribadiamo - in ultima analisi non c’è stata nessuna trattativa concreta tra il Lugano e Bertaggia in vista di un eventuale prolungamento del contratto:

«C’è stato un dialogo con Hnat Domenichelli, nel corso del quale il direttore sportivo mi ha detto che dovevo attendere ancora un po’. Il club è liberissimo di sottoporre un’offerta a chi vuole: io ho pensato al mio futuro e ho deciso di accettare la proposta del Ginevra Servette».

Progetto a lungo termine
Anche Bertaggia si è allineato alla nuova tendenza in voga nel campionato svizzero: quella di firmare contratti a lungo termine. Cinque anni sono decisamente tanti: «Non ho scelto il Ginevra a caso. Sono felice di aver scelto il Servette, perché credo nel progetto che mi è stato presentato. Sì, cinque stagioni sono molte, ma quello delle Aquile è appunto un progetto a lungo termine. Ci tengo però ancora una volta a ribadire che al momento la mia concentrazione è tutta sul Lugano. Siamo solo a metà campionato e c’è ancora molto da fare con questa squadra».

Chissà, forse a Lugano Bertaggia è sempre stato visto come il figlio di Sandro: «Sinceramente questo non lo so. Posso solo dire di essere molto fiero di tutto ciò che ha fatto mio papà con la maglia di questa squadra».

Numeri da migliorare
Dieci reti nella passata stagione tra regular season e playoff, solo tre in questo campionato. Numeri che, forse, hanno convinto il club a rinunciare a Bertaggia: «Per me in primis viene sempre la prestazione della squadra. Se ha successo, le statistiche individuali non contano molto. Detto ciò, è vero che se guardo a quello che ho fatto non posso essere felicissimo delle mie prestazioni, ma sto lavorando sodo per tornare ai miei livelli. E in questo senso parlo molto con lo staff tecnico. Mi auguro di poter dare ancora tanto al Lugano in questo campionato».

La parola a Chris
Non ha altro da aggiungere, Bertaggia, e allora la parola passa a Chris McSorley. Il coach canadese ha detto la sua sulla partenza del numero 10. E utilizza parole dolci come il miele: «Conosco Alessio da tanto tempo e quando allenavo il Ginevra era uno degli avversari che temevo di più. Forse ha preso questa decisione perché desidera avere un ruolo più importante in squadra, inteso come tempo di ghiaccio. In particolare nelle situazioni speciali. Un ruolo che al momento io non posso dargli. Ci mancherà, questo è poco ma sicuro, ma sono felice per lui e avrà sempre il mio rispetto».

McSorley preferisce concentrarsi sulla trasferta a Berna, contro un avversario diretto nella lotta per un posto nei pre-playoff: «Mi è piaciuta molto la prestazione offerta contro il Ginevra. Ora si tratta di fare un ‘‘copia e incolla’’ e di ripeterla alla PostFinance Arena. Abbiamo comunque dimostrato che, al completo, siamo un’ottima squadra».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Hockey
  • 1

    La rivincita di Fatton, l’ira di Pestoni

    Hockey

    Il portiere del Lugano si è riscattato alla grande dopo la serataccia di Zugo: «Conosco il mio valore» - Il topscorer dell’Ambrì Piotta non nasconde la propria irritazione per l’ennesimo match gettato alle ortiche: «Non impariamo mai dai nostri errori, quando c’è da c...re non c’è più m...a»

  • 2

    La cavalcata di Troy annichilisce l’Ambrì Piotta

    Hockey

    Il canadese trascina il Lugano al successo sui biancoblù - La rete bianconera ottenuta in inferiorità numerica cambia l’inerzia del match - Arcobello e compagni ottengono l’undicesima vittoria negli ultimi dodici derby

  • 3
  • 4
  • 5
  • 1
  • 1