Hockey

Cereda: «A Dübendorf un’altra buona lezione»

Il tecnico dell’Ambrì torna sullo spavento di Coppa e pensa alla sfida con lo Zugo

Cereda: «A Dübendorf un’altra buona lezione»
Luca Cereda è alla sua terza stagione sulla panchina dell’Ambrì (Foto Keystone).

Cereda: «A Dübendorf un’altra buona lezione»

Luca Cereda è alla sua terza stagione sulla panchina dell’Ambrì (Foto Keystone).

Lo spavento di Dübendorf è superato. Il laborioso passaggio del turno in Coppa – all’overtime – contro una compagine di due leghe inferiore fa parte del passato. Tuttavia, anche dalla serata complicata di mercoledì qualche cosa si può apprendere. «Il messaggio che ho voluto trasmettere alla squadra è presto detto – ci confida Luca Cereda – Noi non possiamo permetterci di allontanarci dalla nostra identità. Mai. Contro nessuna avversaria. Questa è la realtà nuda e cruda. Se lo accettiamo e lo capiamo, allora diventa un nostro punto di forza». Sennò si rischiano brutte sorprese. Anche se, a dirla tutta, il coach dei biancoblù non si dice davvero sorpreso da quanto visto l’altro ieri sera. «Io mi aspettavo una partita difficile. Conoscevo il Dübendorf, una squadra quadrata e che lavora bene. E sapevo che noi abbiamo speso tanto in questi ultimi tempi. Abbiamo pagato lo scotto di quegli sforzi e lo pagheremo ancora, a corto termine, a livello emotivo. Per noi, queste, sono lezioni di cui fare tesoro, lungo il cammino». In ogni caso, Cereda non è preoccupato in vista del debutto in campionato di domani. «No, perché per due tempi e un overtime la prestazione c’è stata, anche a Dübendorf. Siamo soddisfatti del primo tempo, del terzo e come detto del supplementare. Nel secondo, invece, abbiamo commesso due errori. Ci siamo allontanati dai nostri valori. E non abbiamo convertito in gol tutti i tiri e le occasioni create. Mantenendo così la partita aperta». Fortuna che Hofer ha tolto le castagne dal fuoco con il suo ottavo (!) gol del preseason.

Adesso, comunque, si volta pagina. Non c’è tempo per rimuginare. Domani sera arriva lo Zugo, squadra più che mai attrezzatissima. «Erano già forti prima – commenta il tecnico – Da anni sono ai vertici. E ora si sono rinforzati con alcuni giocatori tra i migliori in Svizzera (e non solo) nel loro ruolo. Dovremo fornire una buona prova di squadra». A proposito, lo staff biancoblù si trova a dover scegliere quali quattro stranieri arruolare, sui cinque a disposizione. «Abbiamo sempre detto che vogliamo partire da un buon duo di portieri. In questo momento, però, uno dei portieri è uno straniero. E dunque questa scelta influenza anche quella dei giocatori di movimento. Perciò non ci sarà alcuna rotazione schematica. Valuteremo di volta in volta quale sarà la formazione più solida per una determinata sfida». Per il debutto? «Ci siamo lasciati tempo fino a domani per decidere». Un’ultima battuta è sul sorteggio di Coppa: agli ottavi ci sarà l’ostico Bienne. «Più che altro però mi rincresce il fatto di non poter giocare in casa, trattandosi di una domenica, giornata ideale per portare tanti bambini alla pista. Oltretutto avremo poche domeniche in casa quest’anno. Peccato. Ma l’urna ha voluto così. Riguardo all’avversaria, comunque, in Coppa credo che una valga l’altra. Il Bienne nostra bestia nera? Nessuno parte già battuto. Lo abbiamo provato sulla nostra pelle».

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