Hockey

«Con l’amico D’Agostini è tutto più facile»

Parla Brian Flynn, nuovo straniero dell’Ambrì Piotta: «Cereda è un grande motivatore»

«Con l’amico D’Agostini è tutto più facile»
Questa mattina Brian Flynn ha svolto il suo primo allenamento a Biasca (Foto Keystone).

«Con l’amico D’Agostini è tutto più facile»

Questa mattina Brian Flynn ha svolto il suo primo allenamento a Biasca (Foto Keystone).

Ai tifosi leventinesi Brian Flynn stava già simpatico prima ancora di firmare per l’Ambrì Piotta. Quelli bianconeri, invece, si preparano per l’attesa rivincita. Era stato proprio lui, infatti, ad eliminare il Lugano negli ultimi playoff. Lo aveva fatto con un gol al 95’33’’, alla fine del secondo overtime di gara-4, gelando la Cornèr Arena e lanciando il suo Zugo in semifinale. Appena giunto in Ticino, in una calda domenica d’agosto, l’attaccante statunitense si è dunque trovato immerso in un’atmosfera ancora più bollente: quella dei derby. «La mia rete decisiva dello scorso marzo è un bel biglietto da visita da mostrare ai miei nuovi fan», ha scherzato stamattina il 31.enne nativo di Lynnfield, Massachusetts, al termine del suo primo allenamento in biancoblù. «Ricordo che quella sera a Lugano c’era un ambiente incredibile e non vedo l’ora di rivivere qualcosa di simile nei derby, soprattutto alla Valascia».

Ad accogliere Flynn in spogliatoio, tra tante facce nuove, anche una vecchia conoscenza: «Ho giocato insieme a D’Agostini in NHL, nel 2013-14 con la maglia dei Buffalo Sabres», racconta. «Matt è un ragazzo divertente, spiritoso, semplice. Avevamo legato molto e lo stesso fecero mia moglie e la sua. Anche per lei, quindi, sarà più facile integrarsi qui. Insomma, D’Ag e la sua famiglia stanno rendendo tutto più semplice. Abitiamo vicini e siamo venuti a Biasca insieme».

Brian Flynn in azione sul ghiaccio del Biasca (Foto Keystone).
Brian Flynn in azione sul ghiaccio del Biasca (Foto Keystone).

Restare in Svizzera, per Brian, era una priorità: «E farlo nella parte italofona del paese lo rende ancora più speciale», assicura. Ha firmato fino a fine dicembre con un’opzione a favore del club ed è pronto a conquistarsi la fiducia dello staff tecnico: «Sono stato ingaggiato per sostituire l’infortunato Novotny. Non so quanto tempo gli servirà per tornare a giocare, ma in ogni caso quella leventinese era un’offerta molto accattivante, da cogliere al volo: tra Champions League, campionato e Spengler Cup, gli stimoli non mancano di certo. Già ora siamo cinque stranieri, poi tornerà anche Novotny, ma la concorrenza non mi preoccupa. Siamo pagati per vincere le partite e solo i migliori giocheranno. Se non sarò tra questi, non meriterò di giocare. Ma farò il possibile per conquistarmi un posto e per tenermelo stretto».

Brian Flynn e compagni ascoltano le direttive di Luca Cereda (Foto Keystone).
Brian Flynn e compagni ascoltano le direttive di Luca Cereda (Foto Keystone).

La scorsa stagione, con la maglia dello Zugo, Brian Flynn ha affrontato l’Ambrì in una sola occasione, proprio alla Valascia: «Il nostro coach continuava a ripeterci che quella biancoblù era la squadra che lavorava più duramente in tutta la National League e che per batterla non sarebbe bastato il nostro maggior talento. Ci voleva la stessa intensità che i ragazzi di Cereda avrebbero certamente portato in pista. L’Ambrì pratica un forecheck e un backcheck asfissianti, concede poco e protegge al meglio la zona centrale del ghiaccio. Non vedo l’ora di fare la mia parte per la squadra e per il coach. Luca è un grande motivatore. Sembra tranquillo, ma ha il fuoco dentro e lo sa trasmettere ai suoi ragazzi. Uno di quegli allenatori per i quali ti lanceresti contro un muro per sfondarlo».

Il destino ha voluto che la prima giornata di campionato, il 13 settembre, vedrà l’Ambrì ospitare lo Zugo, ovvero la squadra che non ha confermato Flynn... «Non provo sentimenti di rivalsa, queste cose fanno parte del nostro lavoro. Alla Bossard Arena ho lasciato tanti amici, insieme abbiamo vissuto una stagione molto bella e disputato una finale per il titolo. Non nego che sarà molto particolare affrontarli già all’inizio. Sarò motivato, ma non voglio dimostrare nulla di particolare alla dirigenza dello Zugo. Ripeto: è il nostro business».

All’ultimo arrivato non resta dunque che lavorare sodo: «Il primo allenamento è andato bene, nonostante il jet-lag. In questi giorni scenderemo spesso sul ghiaccio e andrà sempre meglio. Negli States mi sono tenuti in forma. Vivo 30 minuti a nord di Boston e ho pattinato spesso con giocatori di quella zona».

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