Domenichelli su Chiesa: «Non è una decisone contro Ale»

Hockey su ghiaccio

Il Lugano ha tolto la «C» di capitano al suo condottiero, ne parliamo con il direttore sportivo bianconero

Domenichelli su Chiesa: «Non è una decisone contro Ale»
Alessandro Chiesa, 33 anni. © CdT/Gabriele Putzu

Domenichelli su Chiesa: «Non è una decisone contro Ale»

Alessandro Chiesa, 33 anni. © CdT/Gabriele Putzu

L’Hockey Club Lugano cambia rotta. O, meglio, capitano. Un fulmine a ciel sereno, più o meno. Già, Alessandro Chiesa non sfoggerà più la distintiva «C» riservata al condottiero della squadra. La società bianconera – si legge in una nota diramata ai media – per la stagione 2020-21 vuole «segnare un nuovo inizio». E, di riflesso, «dare l’opportunità a un altro elemento del gruppo di sviluppare e confermare le sue doti di leadership». Nessuna punizione, dunque. Ma un semplice e naturale ricambio generazionale. Chiesa, 33 anni, continuerà ad esercitare il suo ruolo di senatore all’interno del gruppo. Da «capitano esemplare sotto ogni punto di vista» a «punto di riferimento per i più giovani» e «appoggio affidabile e leale per il nuovo capitano». Il Lugano, ora, sfrutterà le prossime amichevoli per testare alcuni, possibili candidati alla fascia. Lo scorso fine settimana, contro i Ticino Rockets, l’onore è toccato ad Alessio Bertaggia. Quindi, entro l’inizio della regular season (18 settembre, Consiglio federale permettendo) la società bianconera comunicherà il nome del futuro capitano. Chi vivrà vedrà, insomma.

«Ci tengo a ribadire che non si tratta assolutamente di una scelta contro Ale né tantomeno di una punizione nei suoi confronti» commenta il direttore sportivo bianconero Hnat Domenichelli. «Siamo stati corretti con lui, comunicandogli la decisione negli scorsi giorni. Siamo di fronte ad un nuovo inizio e proprio per questo è necessario a nostro avviso che le generazioni più giovani si assumano maggiori responsabilità e, soprattutto, crescano a livello di leadership. Ale, davvero, è stato un grande capitano per diversi anni. Adesso non dovrà più sopportare il peso di trascinare l’intera squadra: fungerà da aiuto, sia per i giovani sia per chi indosserà la C».

Cambiare condottiero in corsa rientra nell’ordine delle cose, racconta il dirigente. Di più, è quasi una consuetudine a Lugano: «Il vecchio capitano è sempre rimasto ad aiutare il nuovo. Näser diede la fascia a Julien Vauclair, che a sua volta la diede a Steve Hirschi fino ad arrivare ad Alessandro Chiesa. Ci aspettiamo che Ale, come i suoi predecessori, dia il suo contributo in tal senso. È chiaro, il giorno che ricevette la C Chiesa era felicissimo mentre a questo giro l’orizzonte evidentemente è un po’ cambiato. Però, credetemi, Ale ha compreso la decisione. Cercare un nuovo inizio fa parte della storia e della filosofia dell’HC Lugano».

Quanto al nuovo che avanza, Domenichelli ammette di «avere qualche idea in testa» ma anche di non voler svelare nulla. Non alla stampa, va da sé. «Proveremo attraverso le amichevoli pre campionato» insiste il direttore sportivo. Proprio così, la preparazione sul ghiaccio continua e, appunto, fungerà da processo di selezione del nuovo capitano. «Posso dire di essere molto soddisfatto del lavoro sin qui svolto» conclude il nostro interlocutore. «Le incertezze riguardo al periodo restano, sì, ma abbiamo giocato davanti ai nostri tifosi mentre nessuno dei nostri elementi è risultato positivo ai test. I giocatori sono sempre sul ghiaccio e ci danno dentro».

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