Mondiali di hockey

Fischer sfida Elvis: «Spero che non sia troppo in forma»

Sei anni fa il tecnico rossocrociato fece debuttare Merzlikins nel Lugano: «Ma ce l’avrebbe fatta anche senza di me»

Fischer sfida Elvis: «Spero che non sia troppo in forma»
Elvis Merzlikins in azione ai Mondiali dello scorso anno in Danimarca (Foto Keystone).

Fischer sfida Elvis: «Spero che non sia troppo in forma»

Elvis Merzlikins in azione ai Mondiali dello scorso anno in Danimarca (Foto Keystone).

BRATISLAVA (dal nostro inviato) - L’album dei ricordi ci riporta al 28 settembre del 2013. Il Lugano di Patrick Fischer, reduce da quattro sconfitte consecutive, è di scena a Losanna. Per dare una scossa alla sua squadra, il nuovo tecnico bianconero decide di lasciare in panchina il portiere titolare Daniel Manzato e di schierare il giovanissimo estremo difensore degli juniores élite. Un biondo ragazzo lettone con la licenza svizzera e un cognome impronunciabile: Elvis Merzlikins.

Il suo debutto in National League è indimenticabile: 18 parate, un solo gol subito e un’emozionante vittoria ai rigori. «Flückiger era malato, così andai in trasferta a Malley», raccontò una volta Elvis ricordando quel momento. «Solitamente non dormo e non mangio mai prima di un match, ma quel giorno, convinto di non scendere in pista, dormii per tutto il viaggio e feci pure una merenda abbondante. Prima di scendere dal bus, Fischer mi disse che avrei giocato dal primo minuto: come prima reazione ingoiai la gomma da masticare. Ripensandoci, però, il coach scelse il momento migliore per annunciarmi l’esordio tra i professionisti, aspettando fino all’ultimo: così non ebbi il tempo di innervosirmi troppo».

Assente ieri pomeriggio nel match contro l’Austria, stasera Merzlikins potrebbe partire titolare contro la Svizzera del suo amico Gregory Hofmann e del coach che lo lanciò sei anni fa. «Non so se Elvis giocherà, ma se così fosse, per una volta, spero che non sia troppo in forma», scherza Patrick Fischer. Tra i due, è innegabile, c’è un legame profondo: «Sono molto contento del suo percorso e dell’occasione che sta avendo con Columbus», prosegue il selezionatore elvetico. «Non gli auguro una bella partita contro di noi, ma gli voglio molto bene e spero che abbia tanto successo anche in futuro. È un grandissimo portiere e una splendida persona. Nel 2013 gli diedi fiducia e lui mi ripagò con delle grandi prestazioni. Sono felice di averlo aiutato nella sua carriera, ma il suo percorso sarebbe stato uguale anche senza di me, perché è un predestinato».

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