Fora: «Questo è un boccone amaro da mandare giù»

Hockey

L’amarezza di Fischer: «A me non era mai successo di prendere un gol così a fil di sirena»

 Fora: «Questo è un boccone amaro da mandare giù»
Patrick Fischer con Nino Niederreiter. (Foto Keystone)

Fora: «Questo è un boccone amaro da mandare giù»

Patrick Fischer con Nino Niederreiter. (Foto Keystone)

 Fora: «Questo è un boccone amaro da mandare giù»
Michael Fora. (Foto Keystone)

Fora: «Questo è un boccone amaro da mandare giù»

Michael Fora. (Foto Keystone)

KOSICE (dal nostro inviato) – «Sono un po’ confuso, non so neanche cosa dire». No, caro Michael Fora, hai già detto tutto. È quasi impossibile trovare le parole per raccontare questa enorme delusione. Una semifinale che scappa a quattro decimi di secondo dalla fine, al termine di una partita interpretata alla perfezione. Eppure nessun rossocrociato si sottrae ai microfoni. Anche il difensore ticinese dell’Ambrì Piotta fa uno sforzo per condividere le sue sensazioni: «Abbiamo dato tutto, disputando una buona gara, semplice, imparando dalle ultime sconfitte. Anche nei secondi conclusivi del terzo tempo ho visto compagni lanciarsi su ogni tiro avversario, sacrificandosi per il gruppo. Purtroppo quel disco ha trovato comunque un modo di entrare. Peccato non essere stati ripagati da questo grande lavoro. Quando perdi c’è sempre una lezione di cui fare tesoro. Prima, però, c’è questo boccone amaro da mandare giù».

Anche Patrick Fischer ha gli occhi lucidi: «A me non era mai successo di prendere un gol così a fil di sirena. Fa male, malissimo. È stata una grandissima partita da parte di tutti. Complimenti al Canada per averci creduto. Non ci voleva, ma questo è lo sport. E io sono fierissimo dei miei ragazzi. Siamo scesi sul ghiaccio per vincere, con l’attitudine giusta. Sono addolorato per i giocatori, per il mio staff, per i tifosi presenti a Kosice e per quelli che ci hanno sostenuto davanti alla televisione. Nella vita non si può sempre scegliere. Quest’anno non siamo riusciti a battere le grandi squadre, perdendo quattro volte, ma le partite contro Svezia, Cechia e Canada hanno confermato che non siamo lontani. Che ce la giochiamo e il processo di crescita non è finito. L’anno prossimo i Mondiali saranno in Svizzera e ci riproveremo».

Si è chiusa con questo Mondiale l’esperienza di Raeto Raffainer come responsabile delle squadre nazionali rossocrociate: «Ero sicurò che avremmo vinto, non ero preparato a uno scenario diverso», dice con la voce spezzata dalla commozione. «Sono comunque fierissimo di tutti i giocatori, di Fischer, del suo staff. Abbiamo giocato contro 20 ragazzi di NHL e siamo arrivati a un nulla dalla vittoria, giocando bene anche con il disco. Oggi tutti i migliori giocatori della Svizzera vogliono giocare per la Nazionale e per Patrick Fischer. Questa è una nostra vittoria».

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