Il Lugano ci casca di nuovo: «Smarrita l’identità difensiva»

Hockey

I bianconeri continuano ad alternare il meglio e il peggio: dopo la rivincita sul Ginevra, ecco il pesante k.o. con il Bienne - Serge Pelletier è amareggiato: «Probabilmente ci siamo creduti troppo belli, pensando che tutto sarebbe diventato facile»

 Il Lugano ci casca di nuovo: «Smarrita l’identità difensiva»
Tutta l’amarezza del coach bianconero: la sua squadra ha tradito le attese. © CdT/Gabriele Putzu

Il Lugano ci casca di nuovo: «Smarrita l’identità difensiva»

Tutta l’amarezza del coach bianconero: la sua squadra ha tradito le attese. © CdT/Gabriele Putzu

«Mi piacciono le squadre ticinesi», dice Fabio Hofer con un sorriso lungo da qui fino a Dornbirn, la sua città. Autore di tredici reti stagionali, l’austriaco ne ha segnata una al suo vecchio Ambrì e quattro al Lugano. Tre delle quali ieri, approfittando dei grandi spazi concessi dai bianconeri, difensivamente inguardabili. Sia tatticamente, sia per attitudine. È finita con un altro 2-6 casalingo, come giovedì con il Ginevra. Stavolta, però, non ci sarà la possibilità di un’immediata e rabbiosa rivincita.

Insomma, il Lugano non ha imparato la lezione. Decifrare la squadra di Pelletier è diventato un esercizio complicato. Dopo la serie di otto vittorie filate, il collettivo bianconero ha iniziato ad alternare il meglio e il peggio, il giorno e la notte. Da leoni ad agnellini e viceversa. Il...

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