In cinquanta per i Rockets pionieri della quarantena

Hockey

Sébastien Reuille: «La nostra esperienza è stata utile per gli altri club, la Lega e le autorità»

In cinquanta per i Rockets pionieri della quarantena
Due tifosi rossoblù sugli spalti della Raiffeisen BiascArena per la sfida con l’Ajoie. Domenica arriva l’EVZ Academy. © Ti-Press/Alessandro Crinari

In cinquanta per i Rockets pionieri della quarantena

Due tifosi rossoblù sugli spalti della Raiffeisen BiascArena per la sfida con l’Ajoie. Domenica arriva l’EVZ Academy. © Ti-Press/Alessandro Crinari

«Anche tu qui?». La tribuna stampa della Raiffeisen BiascArena è affollata. Gli spalti meno, per forza di cose. Ci sono alcuni fedelissimi abbonati rossoblù, qualche parente dei giovani Rockets. Ad occhio e croce, il limite dei 50 spettatori è raggiunto. A questi si aggiungono i clienti del ristorante. Un’ora prima dell’ingaggio d’inizio, seduta davanti a un piatto di pasta, incontriamo Ajla Del Ponte, stella dell’atletica rossocrociata. È venuta insieme a suo padre per vedere all’opera il fratello Karim, difensore dei Razzi: «Non eravamo sicuri di avere un biglietto, così abbiamo riservato un tavolo con vista ghiaccio».

Una partita in salita

Con sei club di National League in quarantena - Ambrì Piotta compreso - la squadra di Landry e McNamara mette una pezza ad un weekend avarissimo di hockey. Stasera contro l’Ajoie, domenica contro l’EVZ Academy. La sfida con i giurassiani è finita 2-6, con gli ospiti già avanti per 1-0 dopo 66 secondi e per 3-0 dopo 20 minuti. «È tutta in salita», ci dice il direttore sportivo Sébastien Reuille nel primo intervallo.

Avanti fino a dicembre

Proprio stamattina, i club di Swiss League hanno imitato quelli della categoria superiore, decidendo di proseguire la loro stagione almeno fino al 1. dicembre nonostante l’assenza (o quasi) del pubblico. «È stata una teleconferenza di oltre due ore», racconta Reuille. «Per noi il limite di 50 spettatori non influisce tanto, ma per altri club è un problema economico serio. I ragazzi preferirebbero giocare davanti a tanti tifosi, ma per loro è importante poter continuare a scendere in pista. Andiamo avanti anche per loro. Non sappiamo cosa succederà in futuro, ma in questo mese vogliamo disputare più partite possibili, quarantene permettendo. La situazione cambia ogni giorno, ci lasciamo sorprendere».

Un banco di prova

In fatto di quarantene, i Rockets sono stati dei pionieri per tutto l’hockey svizzero: «Eravamo ancora in fase di preparazione al campionato e tutti i ragazzi sono rimasti chiusi in casa per dieci giorni. È stato un periodo molto duro, ma ci ha permesso di apprendere tante cose. Le abbiamo imparate sulla nostra pelle, ma ne hanno approfittato anche gli altri due club ticinesi, la Lega e pure il nostro medico cantonale, con il quale abbiamo subito instaurato un’ottima comunicazione e una collaborazione molto positiva. Insomma, la nostra quarantena è stato un banco di prova per tutti. In fondo anche lo stesso concetto di bolla che ha permesso al Lugano di allenarsi nonostante la positività di tre giocatori è stato possibile grazie all’esperienza vissuta dai Rockets a fine settembre».

Questione di stabilità

Con l’Ajoie è arrivata una sconfitta, ma i Rockets hanno vissuto un inizio di stagione incoraggiante, con 4 vittorie in 10 partite. «Tanti giocatori sono con noi sin dall’inizio, mentre alcuni sono arrivati un po’ dopo a causa del coronavirus. Di fatto, però, stiamo avendo una bella stabilità. Fin qui ci sono stati pochi cambiamenti, poco viavai, come è stato deciso sin da subito con i nostri partner. Chi è a Biasca rimane a Biasca, salvo infortuni nelle squadre di NL. In tempi di pandemia, poi, è rischioso avere troppi movimenti da un team all’altro. Questa stabilità permette al nostro staff tecnico di lavorare più in profondità, sia a livello tattico, sia a livello individuale. Siamo contenti, si è creato un bell’affiatamento all’interno del gruppo e con gli allenatori».

Domenica alle 16, salvo imprevisti, i rossoblù riceveranno l’EVZ Academy: «Con diverse partite casalinghe di fila sarebbe importante raccogliere tanti punti. Giocheremo qui anche martedì prossimo contro il Winterhur, disputando una partita che era stata rinviata la settimana scorsa. A differenza della National League, abbiamo deciso di sfruttare la pausa per piazzare dei recuperi».

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